Articolo 16 della legge 133/08 e Art. 66 spiegati

(Gianfalco) Ci son due motivi per cui abbiamo posticipato la discussione circa la questione università: per prima cosa abbiamo atteso d...



(Gianfalco)
Ci son due motivi per cui abbiamo posticipato la discussione circa la questione università: per prima cosa abbiamo atteso di partecipare all'assemblea studentesca di avantieri per comprendere meglio i punti della critica in atto e, in secondo luogo, abbiamo atteso che finalmente anche a Bari si muovesse qualcosa, dato che nelle altre città italiane la protesta è viva da giorni.
Ora che anche nel sonnacchioso capoluogo pugliese stanno spirando i venti della mobilitazione studentesca possiamo entrare nel vivo della faccenda.








E' stato discusso in sede di assemblea l'articolo 16 della legge 133/08, che qui viene riportato (fonte: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm ):

Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università
1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.
Dunque,la privatizzazione delle Università compete ad esse stesse (per delibera del Senato accademico), secondo il principio di autonomia dell'art 33. Viene escluso il Consiglio di Amministrazione su una decisione di una tale rilevanza.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
Ovvero, in caso di privatizzazione, il patrimonio immobiliare viene trasferito alla fondazione universitaria.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
Il passaggio, cioè, avverrà a costo zero.
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.
Quindi agevolazioni fiscali per la privatizzazione.
6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
Soprattuto quelli privati..
7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.
8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.
E cioè autonomia assoluta?
9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.
L'interpretazione emersa in assemblea dovrebbe essere questa: se un'Università ottiene finanziamenti privati e pubblici, questi verranno sottratti dai primi. Per ulteriori chiarimenti rimando ai giorni prossimi.
10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.
13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

L'art. 66 , invece, prevede tagli al FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario):

ANNO TAGLI TURN-OVER
2009 63,5 mln 20%
2010 190 mln 20%
2011 316 mln 20 %
2012 417 mln 50 %
2013 455 mln

Il FFO rappresenta la quota più consistente della parte attiva del bilancio degli atenei.
Questa riforma prevede,come si vede,ingentissimi tagli al FFO, che attualmente ammonta complessivamente a 7 miliardi di euro. Come ha provveduto a spiegare il prof. Spinelli, che ha presieduto l'assemblea, la gran parte del FFO è utilizzata per pagare gli stipendi dei professori (sino ad una quota massima corrispondente al 90% del finanziamento totale) e, se a ciò si aggiungono le spese per la gestione e i finanziamenti delle varie attività universitarie,si comprende quanto risicate siano le briciole destinate alla ricerca (per fare un paragone, si pensi che al CNR vanno 1 miliardo di euro..). Figurarsi cosa accadrà in caso di tagli di tale portata. Il prof. Spinelli ha ricordato inoltre che l'Italia si pone al 3^ posto per la qualità della ricerca e che questa non deve essere assolutamente influenzato da dinamiche privatistiche.
E cosa si intende per blocco dei turn-over? Che per ogni 5 professori che andranno in pensione ne sarà nominato solo 1 (dunque rapporto 1:5 --> 20%), come se la situazione non fosse già disastrata di per sè. Non dimentichiamoci, poi, che il rettore Petrocelli ha affermato che nel 2010 l' Università di Bari sarà in rosso. E con essa altre Università italiane; insomma, il rischio privatizzazioni è dietro l'angolo.

Una considerazione personale: nelle proteste di questi giorni i docenti scendono spesso in piazza accanto agli studenti per una causa comune. Lodevole. Tuttavia mi chiedo se i tempi siano maturi per la lotta contro la casta dei professori e le condizioni dei ricercatori. Voglio dire, mi aspetto che l'aria di rivolta arrivi ad intaccare la struttura stessa delle Università,che ha un puzzo nauseante di stantio; credo che questa sia la chiave di volta per noi studenti. Tagli a parte, la soluzione sarebbe un'ondata di novità gioviale. Come sempre, sento spesso ,troppo spesso, parlare di "baroni" e "boss" (lasciam perdere l'intervento di ieri sera di Cota ad Annozero..un mucchio di parolone volte a giustificare i tagli esorbitanti..), ma poco si fa. Mi auguro l'evoluzione di questa protesta in tal senso.

Interessanti link a riguardo:
http://133.anche.no/la-riforma/
http://www.udubari.it/
http://www.edscuola.it/archivio/norme/leggi/dl112_08.pdf
http://dica133.wordpress.com/
Oppure su Facebook iscrivetevi a Studenti baresi- stop Gelmini Tremonti

PS. A proposito della puntata di Annozero di ieri sera..non ho compreso il legame tra il servizio sulla signora divorziata con a carico un figlio e il tema della serata; sulla stessa scia d'onda, prendo la palla al balzo e mi permetto di deviare dal tema del post per un'osservazione:la signora in questione, cassiera part-time che guadagna 650 euro al mese+450 euro di mantenimento dall'ex marito, ha descritto il suo disagio dicendo che non può permettersi di andare dall'estetista o in palestra..(non mi soffermo su questo, sarei cattiva..). Ha inoltre detto che nella sua situazione non può mandare il figlio alla scuola privata; e perchè dovrebbe mandarcelo?? Con la scuola elementare eccellente che ci ritroviamo?? In ciò consiste il suo disagio?! Non mi dilungo poi sulle sue osservazioni in merito alle coppie in cui marito e moglie lavorano (causa, a suo dire, della separazione dal marito): a parte la contestabile pretesa generalizzatrice ed il dubbio che forse altri erano i problemi all'interno del loro rapporto, in ogni caso mi vien solo da dire che la signora si lamenta del fatto che lei e il marito lavorassero entrambi ma che di certo si sarebbe lamentata ugualmente qualora non avesse avuto un lavoro, ci scommetto quel che volete. Insomma un intervento che ritengo sterile, oltre che fuori tema.
Si consideri quanto detto un appunto al post "Italiani povera gente", estraneo al tema in questione.

Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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