Gomorra- Per chi ama la verità

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D'istinto,dopo aver letto Gomorra ed averne visto il film,come seguendo un sottile filo rivelatore,ho pescato dalla mia libreria "Le fleurs du mal" di Baudelaire,immergendomi nella lettura del romanzo.
Sulla copertina della I ed. dell'opera-scandalo sull' "Agitazione dello Spirito del Male" spiccava quest'epigrafe:"Si dice che bisogna far scendere le cose esecrabili/ nel pozzo dell'oblio,rinchiuderle nel sepolcro,/ e che il male risuscitato dagli scritti/ infetterà i costumi dei posteri/ ma il vizio non ha la scienza come madre,/ e la virtù non è figlia dell'ignoranza".


Saviano le cose esecrabili le strappa dal pozzo dell'oblio per rigettarle con veemenza tanto inaudita quanto irrefrenabile sul lettore per mezzo d'un turbinio vorticoso di immagini e parole che s'avvinghiano e si contendono l'incredulità attenta di chi legge.

Gomorra,questo monumento al realismo letterario dei giorni nostri,sarà una pietra miliare del romanzo storico in futuro,perchè testimone inoppugnabile di uno spaccato di Italia tanto vero quanto riprorevole.
Sino all'ultima pagina un senso di umana speranza mi spinge ad un puerile abbandono del senso di oggettività delle cose narrate a favore,quasi, di una negazione delle stesse;l'umanità nostra non può ammettere infatti simili avvenimenti cosicchè la coscienza prende le distanze dalla materia narrata ed una sottile pulsione dell'orgoglio per la madrepatria ci induce a non credere che simili nefandezze possano essere compiute da nostri connazionali.

Con la trasposizione cinematografica di Gomorra,quel velo di Maya che pareva ancora dividere la realtà dalla sua traduzione letteraria,viene squarciato irreversibilmente.
La telecamera scorre veloce e furtiva e pare inseguire la realtà annusandone l'odore nauseante;lo spettatore viene catapultato in quel mondo che egli s'era solo prefigurato con l'immaginazione nel corso della lettura: la faida tra i "scissionisti" e il clan Di Lauro si configura in tutta la sua cruda realtà senza l'intermediazione di effetti speciali holliwoodiani; il degrado dei quartieri napoletani e le abitazioni-ghetto come le vele di Scampia,i palazzi abusivi e le ville demolite dei boss arrestati non sono il risultato di una ricostruzione scenografica,ma la fotografia impietosa di un mondo che è; l'iniziazione del piccolo Totò pare essere molto più dolorosa ed ogni colpo attutito dal suo giubbotto antiproiettile produce un'eco violenta nello stomaco di chi guarda; l'umiltà del sarto Pasquale ed il suo senso del dovere traspare in tutta la sua grandezza dinanzi ad un mondo ingiusto; la spregiudicatezza dell'imprenditore Franco fa gridare allo scandalo e la questione dei rifiuti a Napoli si presenta in tutta la sua gravità attraverso gli occhi dell'anziana contadina che offre inconsapevolmente al giovane Roberto pesche contaminate; ed infine,la storia di Marco e Ciro,i "Piselli",che giocano a fare gli attori di Scarface,non lascia spazio ad alcuna leggerezza della fantasia,bensì si aggroviglia all'animo di chi guarda come un pugnale rovente.

Un film documentario,quindi,quello di Matteo Garrone. Tanto reale che uno degli interpreti "presi dalla strada" (Bernardino Terracciano) viene arrestato l'11 ottobre 2008 per associazioe a delinquere di stampo mafioso. Un film che rende onore al cinema italiano in contrapposizione ai soliti filmetti da botteghino demenziali. Oltre ad aver vinto il Premio Arcobaleno Latino e il Grand Prix al 61° Festival di Cannes (è il riconoscimento più importante dopo la Palma d'Oro),è notizia di pochi giorni fa che Gomorra ha ottenuto 5 riconoscimenti su 5 nomination agli European Film Awards 2008 (Miglior Film,Miglior Regia,Miglio Sceneggiatura,Miglior Attore-Toni Servillo,Miglio Fotografia).
Una notizia sorprendente è che sono state sequestrate a Napoli delle copie pirata del dvd di Gomorra contraffatte da quei clan mafiosi contro cui Saviano s'è scagliato. L'odore dei soldi dev'essere davvero più forte di tutto per queste persone.

"Non permettiamo uomini che le nostre terre diventino luoghi di camorra,un'unica grande Gomorra da distruggere![...] Dobbiamo rischiare di divenire di sale,dobbiamo girarci a gardare cosa sta accadendo,cosa si accanisce su Gomorra. [...] Non vedete che questa terra è Gomorra,non lo vedete? [...] E' giunto il momento che smettiamo di essere una Gomorra."
da Gomorra,p.262-265

Dedicato a don Peppino Diana e a chi,come lui,si volta a guardare almeno una volta,come la moglie di Lot.




Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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  1. "Gomorra"...realistico come un documentario, devastante come un pugno nello stomaco.Dopo la visione del film (rigorosamente dopo aver letto il libro) non si è più gli stessi, non si può più ignorare che la mafia è di una potenza incomparabile, i cui domini sono talmente estesi da condizionare la nostra vita senza nemmeo accorgercene.

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