Il caso Vulpio,il caso libertà d'informazione

A pensarci bene,la libera informazione è in Italia una chimera quasi quanto lo era in passato; eppur, si dirà, ad oggi una porzione pratic...



A pensarci bene,la libera informazione è in Italia una chimera quasi quanto lo era in passato; eppur, si dirà, ad oggi una porzione praticamente rispondente alla totalità della popolazione ha accesso a canali di comunicazione un tempo impensabili. Il punto è che la libertà in tutte le sue forme è un bene così prezioso che va difeso strenuamente giorno dopo giorno, come la si dovesse riconquistare quotidianamente.
Ecco dunque che se non ritenete trama da fantascienza il Grande Fratello ed il Bispensiero del grande Orwell, converrete che i mezzi di comunicazione possono divenire ottimi mezzi di potere con l'aggravante che attraverso di essi le trame fitte del potere si insinuano invisibili, cosicché rimane illesa la vestigie della libertà agli occhi dei più.
Casi gravissimi di manifesta violenza nei confronti della democrazia passano in secondo,anzi ultimissimo piano (quando passano) a favore di tematiche secondarie ma utili per chi tiene le redini del potere d'informazione, instillate con ossessione e periodicità che rasentano il ridicolo (si veda per es. l'esasperazione della crisi ben lontana da analisi critiche ed oggettive e più vicina ad una politica di ansia e paura, alla maniera ormai nota di Bush riguardo la guerra in Iraq).

(http://www.rivieraoggi.it/)
Ciò detto,l'indignazione circa il caso De Magistris si carica ora di rancore accentuato dinanzi alla notizia del giornalista Carlo Vulpio esonerato dal suo incarico presso il Corriere della Sera; Vulpio l'avevamo conosciuto nella presentazione del suo libro Roba Nostra a Bari e subito ci aveva colpito la sua schiettezza e la dovizia mostrata nel riportare le notizie. Seguiva da più di un anno le inchieste di De Magistris con particolare occhio critico e nell'ultimo articolo (del 3 dicembre) aveva riferito della perquisizione avviata dalla procura di Salerno contro gli otto magistrati calabresi (di cui si è parlato in Passaparola di due lunedì fa)riportando nomi e cognomi.
Parlare di censura sarebbe eccessivo, qui in Italia è sempre tutto eccessivo se non si è dalla parte del torto. Rimane solo il diritto di infuriarsi, ecco questo è un diritto che in Italia non viene negato mai.

Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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