Stralci di un libro cult: 'On the road'



Stralci da “On the road”, il capolavoro di Jack Kerouac


"Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare,  pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno: "Ooohhh!""


Quel matto di Cassady (fonte)

"Stavamo sul tetto dell’America e tutto quello che sapevamo fare era urlare, immagino, attraverso la notte, verso est, oltre le praterie, dove in qualche parte un vecchio coi capelli bianchi s’era probabilmente messo in cammino verso di noi col Verbo, e da un momento all’altro sarebbe arrivato per farci tacere."


""Che cosa pretendi dalla vita?" chiesi […] "Non so", rispose lei. "Servo ai tavoli e cerco di tirare avanti." Sbadigliò. Le misi la mano sulla bocca e le dissi di non sbadigliare. Tentai di spiegarle quanto ero ansioso di vivere e le cose che avremmo potuto fare insieme. […] Non discorsi di corteggiamento, ma una buona chiacchierata come si deve a proposito dell’anima, perché la vita è sacra e ogni momento è prezioso. Sentii la locomotiva della Denver-Rio Grande allontanarsi ululando verso le montagne. Volevo inseguire più oltre la mia stella."



"Un giorno, mentre tutti i nostri parenti meridionali se ne stavano seduti in cerchio nel salotto a Testament, uomini e donne severi con l'antico suolo del meridione negli occhi, parlando a voce bassa, lamentosa, del tempo, dei raccolti, e facendo la generale annoiata ricapitolazione di chi aveva avuto un bambino, di chi aveva comprato una nuova casa, e così via, una Hudson ultimo modello tutta inzaccherata si fermò davanti alla casa sulla strada polverosa. Non avevo idea di chi potesse essere. Un giovanotto stanco, muscoloso, con la barba lunga e gli occhi arrossati, venne sul portico e suonò il campanello. Aprii la porta e mi resi conto all’ improvviso che era Dean."

Neal Cassady e Jack Kerouac (fonte)

"Dean afferrò il volante, passò in seconda, meditò per un momento, guidando, sembrò aver deciso qualcosa all’improvviso e lanciò la macchina come un razzo giù per la strada. "Benissimo, ora figlioli", disse, sfregandosi il naso e piegandosi giù per tastare il freno a mano e tirando le sigarette fuori del ripostiglio sotto il cruscotto, e ondeggiando avanti e indietro mentre faceva questo e guidava. "E’ venuta per noi l’ ora di decidere cosa faremo la prossima settimana. Cruciale, cruciale, eehm!" Schivò di stretta misura un carro tirato da un mulo; avanzava arrancando e vi sedeva un vecchio negro. "Si! Urlò Dean! Si! Guardatelo! Considerate la sua anima adesso… Fermatevi un momento a considerare; […] Ci sono tali pensieri in quel cervello, adesso, che darei tutte e due le braccia per conoscerli, per arrampicarmici dentro e scoprire quel che è, poveraccio, angustiato per via del pane e companatico di quest’anno."


"Questo era Dean. […] La furia gli sprizzava dagli occhi quando parlava di cose che odiava; grandi luci di gioia la sostituivano quando diventava improvvisamente felice; ogni muscolo guizzava per vivere e andare. […] Era un continuo scuotere della testa, su e giù, di lato; mani agitate, vigorose, passo rapido, si sedeva, accavallava le gambe, le stendeva, si alzava, si stropicciava le mani, si strofinava l’uccello, tirava su i pantaloni, guardava in su e diceva: "Ehm… " e improvvisamente strizzava gli occhi per guardare dappertutto; e continuamente mi afferrava alle costole e parlava, parlava."


""E naturalmente adesso nessuno può venirci a dire che Dio non esiste. L’abbiamo visto in tutte le sue forme. […] Tutto va benissimo, Dio esiste, noi abbiamo la nozione del tempo. [...] A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. [...] "Ma perché pensare a questo con tutta quella terra dorata davanti a te e tutta una serie di imprevedibili avvenimenti che ti aspettano in agguato per sorprenderti e farti felice di essere vivo per potervi assistere?"


"Lei amava pazzamente quell’ uomo, ma in una specie di delirio; non c’era mai tra loro nessuna smanceria e svenevolezza, solo discorsi e una profondissima amicizia che nessuno dei due sarebbe mai stato capace di misurare. [...] "Tesoro, tu sai e io pure so che finalmente tutto è chiaro fra di noi al di là della più remota definizione astratta in termini metafisici o in qualche termine che si voglia specificare o dolcemente imporre o riprendere da capo…""


Orgasmo musicale: una delle più belle foto della Beat Generation (fonte)


"Stavano tutti ad incitare il sassofonista, con urli e stralunar d’occhi, perché tenesse duro e continuasse, e lui si sollevava sulle ginocchia e si abbassava di nuovo col suo strumento, lanciandolo alto in un chiaro grido sopra il furore. […] Tutti si dondolavano e ruggivano. […] Dean stava proprio davanti a lui col viso abbassato verso la bocca del sassofono, battendo le mani, col sudore che gocciolava sui tasti del suonatore, e quello se ne accorse e rise dentro allo strumento una lunga tremante pazza risata, e tutti gli altri risero e si dondolarono e dondolarono.
Tutto a un tratto a un certo punto nel bel mezzo del chorus conquista quella COSA: tutti guardano e capiscono; ascoltano; lui la prende su, quella cosa, e la porta avanti. Il tempo si ferma."


""Adesso considera un po' questi qua davanti. Hanno preoccupazioni, contano i Km, pensano a dove devono dormire stanotte, quanti soldi per la benzina, il tempo, come ci arriveranno…e in tutti i casi ci arriveranno lo stesso. Però hanno bisogno di preoccuparsi e di ingannare il tempo con necessità fasulle o d’altro genere, le loro anime puramente ansiose e piagnucolose non saranno in pace finché non riusciranno ad agganciarsi a qualche preoccupazione affermata e provata e una volta che l’avranno trovata assumeranno un’espressione facciale che le si adatti e l’accompagni, il che, come vedi, è solo infelicità.""


"Ebbi a un tratto la visione di Dean che, simile ad un ardente tremante terrible Angelo, palpitava verso di me attraverso la strada, avvicinandosi come una nube, a velocità folle, inseguendomi."

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La mappa dei viaggi di Kerouac e Cassady:

I viaggi di Kerouac e Cassady (fonte)


Scrissi on the road in tre settimane... su un lunghissimo rotolo di carta e per la prima volta usai l'espressione beat generation. (Jack Kerouac)


Manoscritto originale di 'On the road', 1951 (fonte)
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Aggiornamento del 25/10/2009:

Su RaiStoria il servizio del mitico Cult Book su 'On the road'! Ecco qui il video:

Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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