Se n’è andata Fernanda Pivano

Nel clima festoso e vivace delle vacanze d’agosto, questa notizia giunge come un fulmine a ciel sereno. Ne avevo parlato nell’ultimo po...




Nel clima festoso e vivace delle vacanze d’agosto, questa notizia giunge come un fulmine a ciel sereno. Ne avevo parlato nell’ultimo post prima della pausa estiva, solo sedici giorni fa. 
Avevo espresso il mio desiderio di incontrarla, avevo manifestato la mia invidia per lei che ha conosciuto grandi uomini, da Hemingway a Bukowski ai pazzi della Beat Generation.
Invece è morta. Non sarei riuscita comunque a conoscerla, ma il fatto che fosse viva mi portava a non escluderne la possibilità, allo stesso modo in cui si giocano i numeri al lotto per quanto esigue siano le probabilità di vincita. Rappresentava l’ultimo anello vivente con folli protagonisti della letteratura di cui lei subì il fascino e l’influenza, lasciando ai posteri descrizioni dettagliate e penetranti di quel mondo misterioso.
Dovrei concludere come ci si aspetta, augurandole di riposare in pace e di ricongiungersi, nell’aldilà, a quelle anime tempestose che tanto l’hanno affascinata (sottintendendo in tal caso che dovrebbe andare dritta all’inferno). In realtà, quale che sia il suo futuro, mi piace ricordarla per il suo strepitoso passato.
Nella foto, Fernanda Pivano e Jack Kerouac.
(Foto tratta da questo sito)

Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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