Mare piatto, troppo piatto: le proteste contro la Gelmini



Rifuggire dalle ideologie, questa è la mia unica ideologia. Disapprovo l'atto del contestare (o anche del semplice ignorare) qualcuno o qualcosa per il semplice fatto di appartenere ad un credo politico, religioso, ecc. (Le motivazioni di questo le si comprende nella parte finale del post). Ecco perchè disapprovo la manifestazione degli universitari contro il DDL firmato Gelmini che s'è tenuta oggi (anche se da giorni si stanno levando grida di proteste). L'onda è tornata? Macchè. Tutto calmo all'orizzonte. Anzi, piatto, terribilmente piatto. Per lo meno a Bari, dove una tiepida risacca, altro che onda, ha percorso le vie della città con flebile voce.

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Un anno fa noi universitari protestammo contro i tagli della Finanziaria di Tremonti, ma già in quell'occasione ebbi modo di criticare l'assoluta inconsapevolezza di molti dei partecipanti, che continuavano ad inveire contro la Gelmini, non sapendo che alcuna legge sulla università era stata ancora varata e che si stava invece protestando contro i tagli, il blocco dei turn-over ecc promossi dalla 133 di Tremonti. Alla fine di ottobre 2009, finalmente, è stata varata la riforma dell'università. A parte il fatto che diversi stamane continuavano a gridare contro i tagli e il rischio privatizzazione dell'università (ribadiamolo, quanto previsto dalla 133 di Tremonti), in pochi sembravano essere consapevoli di quanto proposto dal DDL della Gelmini che, almeno in materia di propositi, non è affatto da gettar via (Qui il testo integrale). In sunto:


  • Riduzione delle facoltà: al massimo 12 negli Atenei più grandi e i dipartimenti. Per evitare gli sdoppiamenti le università vicine possono federarsi.


  • Personale esterno nei nuclei di valutazione: composizione del nucleo di valutazione con soggetti di elevata qualificazione professionale in prevalenza esterni all’ateneo e comunque integrato, per gli aspetti istruttori relativi alla valutazione della didattica, da una rappresentanza degli studenti.


  • Rettori eletti dai professori e in carica al massimo 8 anni (non più di due mandati)


  • Cda aperto al territorio, enti locali e mondo produttivo: attribuzione al Consiglio di amministrazione delle funzioni di indirizzo strategico, competenze sull’attivazione o soppressione di corsi e sedi. Il Cda sarà composto di 11 componenti, incluso il rettore e una rappresentenza elettiva degli studenti. Il mandato sarà di 4 anni, quello degli studenti solo biennale. Il Cda non sarà elettivo, ma fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del cda potrà essere esterno.


  • Fondo per il merito : istituito presso il minisitero dell’Economia e non dell’Istruzione il fondo per “sviluppare l’eccellenza e il merito dei migliori studenti”. La gestione è affidata a Consap Spa. E' destinato a: a)erogare borse di studio da utilizzare per il pagamento di tasse e contributi universitari, nonché per la copertura delle spese di mantenimento durante gli studi; b)fornire buoni studio, per il finanziamento degli oneri di cui alla precedente lettera a), che prevedano una quota da restituire al termine degli studi, determinata in relazione ai risultati accademici conseguiti e rimborsata secondo tempi parametrati al reddito percepito; c)garantire prestiti d’onore concessi per il finanziamento degli oneri


  • Reclutamento prof.: per i docenti arriva l’abilitazione nazionale di durata quadriennale assegnata sulla base delle pubblicazioni da una commissione sorteggiata tra esperti nazionali e internazionali. Solo chi ha l’abilitazione può partecipare ai concorsi di Atenero che avverranno sulla base di titoli e del curriculum con i bandi pubblicati anche sul sito della Ue e del Miur.


  • Scatti di stipendio solo ai prof migliori: in caso di valutazione negativa si perde lo scatto biennale e non si può partecipare come commissari ai concorsi. Possibilità di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.


  • Ricercatori: per svolgere attività di ricerca, di didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti, le università possono stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo pieno e determinato. I contratti hanno durata triennale e possono essere rinnovati una sola volta per un ulteriore triennio previa positiva valutazione delle attività didattiche e di ricerca svolte. Le università possono procedere alla chiamata diretta dei destinatari del secondo contratto triennale di cui al comma 4, i quali entro e non oltre la scadenza di tale contratto, conseguono l’abilitazione alle funzioni di professore associato.


  • Didattica certificata: introduzione di un sistema di accreditamento delle sedi e dei corsi di studio e di dottorato universitari , fondato sull’utilizzazione di specifici indicatori definiti dall’ANVUR per la verifica del possesso da parte degli atenei di idonei requisiti didattici, strutturali, organizzativi, di qualificazione dei docenti e delle attività di ricerca nonché di sostenibilità economico-finanziaria; introduzione di un sistema di valutazione periodica, da parte dell’ANVUR, dell’efficienza e dei risultati conseguiti nell’ambito della didattica e della ricerca dalle singole università e dalle loro articolazioni interne; potenziamento del sistema di autovalutazione della qualità e dell’efficacia delle proprie attività da parte delle università, anche avvalendosi dei propri nuclei di valutazione e dei contributi provenienti dalle commissioni paritetiche; previsione di meccanismi volti a garantire incentivi correlati al conseguimento dei risultati, nell’ambito delle risorse disponibili del fondo di finanziamento ordinario delle università allo scopo annualmente predeterminate.


  • Codice etico anti-parentopoli: ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele.


  • Gli studenti valutano i prof.: gli studenti valuteranno i professori e questo giudizio sarà determinante per l'attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero.


  • Abilitazione di carriera: il ddl introduce l'abilitazione nazionale per l'accesso di associati e ordinari. L'abilitazione è attribuita da una commissione nazionale (anche con membri stranieri) sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università. Si prevede una netta distinzione tra reclutamento e progressione di carriera.


  • Bilanci trasparenti: verrà introdotta una contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra i ministeri dell'Istruzione e del Tesoro. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio. È previsto il commissariamento per gli atenei in dissesto finanziario.


Ora, di sicuro questo DDL non va ad eliminare tutti i problemi dell'università italiana (il "baronato" per es.), ma si fa fautore di buoni propositi che in effetti propongono delle possibili buone soluzioni. Innegabile che la messa in atto di tali iniziative risulta abbastanza difficoltosa, se pensiamo agli ulteriori tagli previsti dal Tremonti, per l'appunto.
Diversi giornalisti, tra cui per esempio Settis (qui) e Panza (qui), concordano nel dire che gli intenti della riforma sono buoni e positivi, il problema è l'applicazione degli stessi.
Insomma, il punto è che tra il dire e il fare...
Ma dunque, cosa c'è che non va in questa riforma così attaccata? E' magari la consapevolezza di tale maestosa (ed assai ardua) messa in opera del DDL sovra esposto che ha spinto gli studenti a levare alte le loro voci? No. A quanto pare, chi sapeva per quale motivo è sceso in piazza oggi, adduce i motivi della sua protesta al contenuto stesso della riforma.

Per esempio, pare non vada giù la presenza del 40% di membri esterni nel CDA. Ma cosa succede nelle università straniere (che se la passano moooolto meglio di noi?). Vediamo (fonte):

FRANCIA: I membri esterni, in parte nominati da enti locali e/o associazioni di categoria docenti e in parte cooptati dal consiglio stesso, possono rappresentare il 20-30% del consiglio.

GERMANIA: il consiglio è oggi composto in larga misura (tipicamente per circa il 50%, ma in qualche caso anche il 100%) di membri esterni,nominati dal Governo regionale.

USA: Un carattere distintivo del modello universitario statunitense è che questo board (organo collegiale analogo a un consiglio d’amministrazione aziendale) è interamente, o quasi, formato da persone esterne all’ateneo, ossia che non sono né dipendenti, né docenti e neanche studenti dell’ateneo.

UK: i membri del council sono sempre in lieve maggioranza esterni («lay members»). I membri interni sono prevalentemente rappresentanti dei docenti, con un eventuale contributo minore degli studenti. I membri esterni sono nominati in uno o più dei modi seguenti: (i) eletti da un ampio organo collegiale di rappresentanza degli stake holders interni ed esterni, con prevalenza di esterni, tipicamente denominato court (ma in Scozia i nomi di court e council sono invertiti), la cui composizione è fissata nello statuto (il ruolo della court per l’ateneo può essere paragonato a quello dell’assemblea degli azionisti per una grande azienda); (ii)nominati direttamente da specifiche autorità esterne individuate nello statuto; (iii) cooptati dallo stesso council. Nelle «new universities», la cui governance è regolata uniformemente da una legge del 1992, il vertice è sempre un organo collegiale denominato board of governors, composto da dodici-ventiquattro membri (cui si aggiunge di norma il vice-chancellor o il suo equivalente) cosìs uddivisi: (i) fino a tredici sono membri esterni, nominati da specifiche autorità individuate nello statuto; (ii) fino a due sono docenti nominati dall’academic board (l’equivalente di un senato accademico); (iii) fino a due sono studenti eletti dagli studenti; (iv) da uno a nove sono membri cooptati dagli altri membri del board.

Paesi in via di transizione: Svezia, Olanda, Austria, Danimarca, Giappone, etc: negli organi di governo posti al vertice degli atenei entrano e spesso diventano maggioranza i membri esterni.
Altro motivo di protesta, pare, è la scarsa rappresentanza studentesca (si parlava di un solo studente nel Senato Accademico); beh la legge prevede una "rappresentanza elettiva degli studenti" nei vari organi, non trovo riscontro quindi di quanto è stato detto. Peraltro, agli studenti viene affidato il compito di valutare l'operato dei professori.


I finanziamenti all'estero
Dopo sei anni da ricercatore divieni professore associato, ma si protesta anche contro quello. Si protesta anche contro il prestito d'onore. Perchè? Le università inglesi si basano, tra l'altro, sul fondo d'onore: "solo alla fine degli anni '90, infatti, venne introdotto il sistema di prestiti d'onore sia per il mantenimento sia per il pagamento di rette universitarie che, inizialmente fissate a £ 1,000 l'anno, superano oggi le £ 3,000 annuali. ".

Dunque, il punto, mi pare, è che è difficile comprendere perchè il DDL della Gelmini in materia di università sia così aspramente contestato. E' però più arduo ancora, per me, capire coloro che oggi son scesi in piazza con la più totale inconsapevolezza. Mi son divertita a girovagare tra gli studenti ed a porre delle domande circa le motivazioni che li spingevano a protestare. Beh, son rimasta alquanto allibita: oltre alla solita confusione tra finanziaria e DDL sull'università, nessuno tra quelli con cui ho parlato aveva letto il testo originale del DDL, nè ha saputo rispondere alla mia domanda: "Perchè protestiamo ora, a novembre, contro i tagli, se la finanziaria è in vigore dal 1 gennaio scorso? E cosa c'entra con il DDL della Gelmini?".

Ho provato inoltre a chiedere come mai si pensa che i finanziamenti privati siano così negativi; si può essere completamente sfavorevoli alla privatizzazione delle università? Mi è stato risposto che privatizzare significherebbe condizionare la didattica e la tipologia di ricerca...ne siamo certi? Come mai all'estero non funziona proprio così (ho fatto l'esempio del grande contributo alla geofisica dato dalle aziende petrolifere)? Nessuna risposta (a quanto pare le università straniere sono prese come esempio solo in certe occasioni...).
E poi, siamo sicuri che invece i finanziamenti pubblici non condizionano il materiale di ricerca, preferendo alcune vie e "censurandone" altre? Pensate alla ricerca sulle cellule staminali!
Una giusta (e controllata) concorrenza tra aziende potrebbe portare la ricerca ad altissimi livelli, come già avvenuto in altri Paesei. I finanziamenti di Stato alla ricerca, quando rappresentano le uniche risorse economiche, possono essere dannosi: soffocano l' iniziativa privata e sono poco produttivi.

Insomma, la faccenda andrebbe approfondita in maniera molto più rigorosa ed imparziale, prendendo come esempio università straniere che offrono un servizio imparagonabile rispetto a quelle italiane.
Della giornata odierna rimangono solo gli slogan insulsi ("Gelmini put...a!", per citarne uno dei più indecorosi), i cori recuperati dalla manifestazione dello scorso ottobre e la brutta maschera dell'ideologia delle bandiere rosse con la falce ed il martello e i cori di Bella Ciao; un grande sporco polverone di ideali (quali?!) anacronistici messi in mostra con ostentazione più che consapevolezza, un'occasione per tirar fuori dall'armadio quella bandiera rossa che un senso ha per pochi, il sogno di ricreare (malamente) il pathos di proteste giovanili di storica memoria, un sogno infranto, per alcuni, contro il richiamo irresistibile del capitalistico invito al consumismo delle vetrine di via Sparano.

Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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