Schopenhauer mai così vicino

Ritratto di Schopenhauer A volte la conoscenza circa il pensiero di un filosofo si limita ad un numero esiguo di aforismi noti ai più e...



Ritratto di Schopenhauer
A volte la conoscenza circa il pensiero di un filosofo si limita ad un numero esiguo di aforismi noti ai più ed alle reminiscenze derivate da lezioni degli anni del liceo. In realtà, se si indaga più a fondo, si scoprono lati assolutamente ignoti dei grandi pensatori d'un tempo e spesso si scopre un'affinità prima inimmaginabile con il loro pensiero.

Quando a volte sembra che tutti disprezzino le tue idee o il tuo modo d'essere, non abbatterti: fai un giretto in libreria e scivola nei fantastici meandri della filosofia. Potresti scoprire che le tue idee, per quante osteggiate dalla maggioranza, siano in realtà affini al pensiero di chi, nel bene o nel male, ha saputo "guardare oltre". Potresti scoprire che, semplicemente, hai conosciuto le persone sbagliate, o che al di là dei limiti della tua terra il tuo pensiero è legge o che, come diceva il buon vecchio Nietzsche, sei tra quelli che "nascono postumi". 

Una nota su quanto segue: se l'insegnamento che trarrai dalle seguenti parole di Schopenhauer è la giustificazione dell'essere presuntuosi o del sentirsi superiori agli altri, avrai equivocato il messaggio di fondo del filosofo. Se invece avrai acquisito una consapevolezza maggiore nel rapporto con gli altri e quel tocco di pessimismo che altro non è se non realismo, sei sulla buona strada.
Se poi troverai nelle descrizioni che Schopenhauer fa della gran parte degli uomini, gli archetipi umani di quasi tutti coloro che hai incontrato nel corso della tua esistenza, non sentirti sfortunato: semmai, sii felice per quelle poche grandi anime con cui hai scelto di percorrere il tuo cammino.
E non sentirti in colpa per tutti coloro che, avendoti recato offesa, hanno ricevuto i tuoi rimbrotti seguiti da un sonoro addio. A volte è meglio la solitudine, per quanto amara sia. Essa, però, aiuta a migliorare la capacità di essere se stessi e di riconoscere ed apprezzare quelle anime a noi affini, che saranno in numero più o meno esiguo a seconda di quanto siamo abituati a donarci agli altri e di quanto ci aspettiamo dagli altri.

Buona lettura!


Da "Consigli sulla felicità" di Schopenhauer:

"La cosa essenziale per la felicità della propria vita è dunque ciò che uno ha in se stesso. Ma poiché, in genere, ciò che uno ha in sé stesso è ben poco, molti di coloro che hanno superato la lotta contro il bisogno si sentono altrettanto infelici di coloro che vi si dibattono. Il vuoto della loro anima, la banalità della loro coscienza, la povertà del loro spirito li spingono verso la società che è costituita per l'appunto di individui simili a loro, perché similis simili gaudet ("ciascuno ama la compagnia dei propri simili")."

"Com’è noto i mali diventano più leggeri quando sono sopportati in comune: tra questi sembra che la gente ponga anche la noia: per questo si raduna, per annoiarsi insieme. Come l’amore della vita, in fondo, non è altro che il timore della morte, così anche l’impulso alla socievolezza da parte degli uomini non è, in fondo, in impulso diretto, non si basa infatti sull’amore per la compagnia, ma sul timore della solitudine. [...] Per sfuggirle ci si accontenta anche di una cattiva compagnia e ci si rassegna a quanto di fastidioso e di costrittivo ogni compagnia necessariamente implica."

"Anche l'esame più sommario ci rivela che i due nemici della felicità umana sono il dolore e la noia. [...] L'ottusità della mente è sempre congiunta all'ottusità della sensibilità e alla mancanza di reattività, ciò che rende meno suscettibili ai dolori e ai turbamenti di qualsiasi specie e grado. Ma proprio da tale ottusità mentale deriva quel vuoto interiore impresso su innumerevoli facce e che si rivela con la costante, eccitata attenzione a tutti i fatti, anche insignificanti, del mondo esterno: questo vuoto, che è la vera fonte della noia, cerca sempre avidamente stimoli esterni per eccitare in qualche modo la mente e l'animo. [...] L'uomo intelligente mirerà in primo luogo all'assenza di dolore [...] e, dopo una certa esperienza dei cosiddetti uomini, si sceglierà un'esistenza appartata e persino, se è uno spirito grande, la solitudine; perché quanto più uno possiede in se stesso, tanto meno necessita ricevere dal mondo esterno."

"La felicità appartiene a coloro che bastano a se stessi" (Aristotele)

"Viandante sul mare di nebbia" (Caspar David Friedrich)
"Il fatto che persone di animo nobile e di qualità superiori rivelino così spesso, almeno in gioventù, una stupefacente mancanza di senso pratico e di conoscenza degli uomini - per cui vengono facilmente tratti in inganno o in errore - mentre le nature più ordinarie sanno muoversi molto meglio e assai più speditamente nel mondo, si deve a questo: che in mancanza di esperienza si giudica a priori. [...]
Quando le persone superiori valutano i pensieri e le azioni degli altri alla stregua dei propri, sbagliano i conti.
Quando poi una di esse ha finalmente imparato a posteriori, quello che ci si può aspettare dagli uomini in generale e cioè che cinque su sei, dal punto di vista intellettuale o morale sono tali che chi non è costretto dalle circostanze a entrare in rapporto con loro farà bene a evitarli sin da principio e per quanto è possibile evitare ogni contatto con loro tuttavia non si sarà fatta ancora un'idea esauriente della loro grettezza e della loro meschinità, ma dovrà, per tutta la vita, estendere e completare la propria conoscenza, spesso commettendo anche errori a proprio danno.
Quindi, dopo aver assimilato appieno l'ammaestramento ricevuto, le capiterà a volte di doversi sorprendere per come costoro, nei discorsi e negli atteggiamenti, si mostrino del tutto ragionevoli, onesti, schietti, dignitosi ,virtuosi, nonché intelligenti e pieni di spirito.
Questo tuttavia non dovrà trarla in inganno, perché [...] chi si aspetta che a questo mondo i diavoli vadano in giro con le corna e i buffoni con il berretto a sonagli, sarà sempre loro preda o zimbello."

"Bisogna guardarsi bene dal farsi un'opinione molto favorevole di una persona appena conosciuta, altrimenti, nella maggioranza dei casi, si subirà una delusione. A tale proposito, vale la pena di osservare anche questo: proprio nelle piccole cose, nelle quali l'uomo agisce senza controllarsi, egli mostra il proprio carattere; spesso da azioni insignificanti, si ha l'opportunità di notare un egoismo sconfinato che non sarà smentito nelle occasioni più importanti, anche se allora verrà dissimulato. Se una persona nelle piccole azioni quotidiane si comporta cercando il proprio comodo e tornaconto , ci si deve convincere che non le si deve concedere troppa fiducia."

"Se poi qualcuno a cui siamo legati, o che frequentiamo, ci fa qualcosa di spiacevole o increscioso, noi dobbiamo solo chiederci se teniamo tanto a lui da sopportare che una cosa simile, o anche più grave, possa ripetersi. In caso affermativo, dobbiamo lasciar passare la cosa, sapendo comunque che quando si ripeterà ce la saremo voluta. [...] Perciò, anche riconciliarsi con un amico con cui avevamo troncato i rapporti è una debolezza che si sconta allorché egli, alla prima occasione, rifarà esattamente ciò che aveva provocato la rottura, anzi con maggiore sfacciataggine, nell'intima consapevolezza di essere indispensabile".



"Come la carta moneta al posto dell'argento, così hanno corso nel mondo, al posto della vera stima e della vera amicizia, le dimostrazioni esteriori di esse e i gesti mimati con la massima naturalezza possibile. [...] Le relazioni ordinarie sono tali che noi non scambieremmo più una parola con la maggior parte dei nostri più apprezzati conoscenti se sentissimo come parlano di noi quando siamo assenti."

"La lontananza e l'assenza compromettono ogni amicizia, per quanto si sia riluttanti ad ammetterlo. Infatti le persone che non vediamo più, anche se si tratta dei nostri migliori amici, col passare del tempo si atrofizzano in concetti astratti, per cui il nostro attaccamento nei loro confronti diventa sempre più un fatto puramente mentale, un'abitudine."

"Gli amici si proclamano sinceri, i nemici lo sono; si dovrebbe quindi fare tesoro del biasimo di questi ultimi come di un'amara medicina, per conoscersi meglio."

"Collins St, 5pm" (John Brack)
"Questo spiega non solo perché la maggior parte degli uomini siano così noiosi, ma anche perché siano tanto socievoli e amino procedere in branco. E' la monotonia del proprio essere a riuscire loro intollerabile; solo mettendosi insieme essi sono qualcosa. [...] Ciò che scarseggia in qualità nei membri della propria cerchia, deve essere in qualche modo rimpiazzato dalla quantità. E' sufficiente frequentare un'unica persona, se veramente intelligente."

"Lo stolto corre dietro ai piaceri della vita e resta ingannato. Il saggio li evita."

"La disgustosa pretesa di raggiungere la felicità, per di più nella misura da noi vagheggiata, è la rovina di tutto a questo mondo. Riuscirà a cavarsela chi se ne può liberare e non brama nient'altro all'infuori di ciò di cui può disporre. (Carteggio di Merck)"

"Quando si voglia valutare la condizione di un uomo in merito alla sua felicità non si dovrà cercare che cosa lo rallegra, ma che cosa lo rattrista; perché quanto più le ragioni del suo dolore saranno irrilevanti, prese in sé, tanto più felice sarà l'uomo; infatti ci vuole uno stato di benessere  per essere sensibili alle inezie; se siamo infelici non ce ne accorgiamo neppure."

"Quanto al presente, valga la massima: "Considera ogni giorno come una vita a se stante"; (Seneca). Si deve rendere quest'unico tempo reale il più piacevole possibile."

"Anzitutto ogni vita di società richiede necessariamente un reciproco adattamento e un'attenuazione delle proprie esigenze: perciò, quanto più ci si adatta, tanto più sarà insulsa. Si può essere interamente se stessi soltanto finché si è soli: chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, perché si è liberi unicamente quando si è soli. [...] Perciò ognuno fuggirà la solitudine, la sopporterà e l'amerà in proporzione esatta al valore del proprio io. Nella solitudine infatti il miserabile avvertirà tutta la sua miseria, il grande spirito tutta la propria grandezza. "

"La cosiddetta buona società ci impone di avere un'infinita pazienza nei confronti di ogni stoltezza, follia, assurdità, ottusità; i pregi personali invece devono chiedere scusa e nascondersi; infatti la superiorità intellettuale offende per il semplice fatto di esistere."

"Les demoiselles d'Avignon" (Picasso)
"In una società del genere dunque dobbiamo rinnegare noi stessi, rinunciando penosamente a tre quarti della nostra personalità per diventare simili agli altri. Certo, in compenso avremo gli altri; ma quanto più valore uno possiede, tanto più troverà che il guadagno non copre la perdita, e l'affare per lui è svantaggioso; perché la gente, di solito, è insolvente, ossia nella sua compagnia non c'è nulla che possa ripagare della noia, delle molestie e delle seccature che essa comporta, come pure della rinuncia a se stessi che essa impone."


"L’invidia è un impulso naturale dell’uomo: ma è al tempo stesso un vizio e una disgrazia. Seneca: “Rallegriamoci delle cose che abbiamo senza fare confronti: mai sarà felice colui che si tormenta
perché c’è qualcuno più felice”; e anche “Quando guardi a quanti ti stanno davanti, pensa a quanti stanno dietro di te.”

"Noi dovremmo sforzarci di considerare a volte quello che possediamo come ci apparirebbe dopo averlo perduto. In primo luogo il loro possesso ci darà subito una felicità maggiore rispetto a prima; e poi cercheremo di evitare in tutti i modi la perdita di quei beni."


"E' stupefacente constatare con quanta facilità e rapidità, nella conversazione, si rivelino l'omogeneità o l'eterogeneità dell'intelligenza e del carattere [...] Con ciò si spiega, in primo luogo, perché la gente del tutto ordinaria sia tanto socievole e trovi dunque tanto facilmente un'ottima compagnia- di gente così brava, buona, intelligente! Con le persone fuori dall'ordinario accade l'inverso, e tanto più chiaramente quanto più si distinguono per qualche virtù; sicché nel loro isolamento a volte esse possono davvero essere contente di scoprire in un altro una fibra omogenea alla loro, per quanto piccola sia! In secondo luogo, gli individui con caratteri omogenei sentono subito e in tutto una certa sintonia che, nel caso di una grande omogeneità, ben presto confluisce in una perfetta armonia, arrivando addirittura all’unisono. Le anime simili si riconoscono da lontano. Certo si avrà occasione di osservare questo fenomeno assai più spesso tra gente meschina o scarsamente dotata; ma solo perché persone simili sono legioni, mentre le nature superiori, eccellenti, sono per definizione persone rare."

"Friendship" (Manami Yagashiro)
"Nessuno può vedere al di là di sé. Con ciò voglio dire che ciascuno vede nell'altro solo quel tanto che è anche lui stesso, perché può percepirlo e comprenderlo solo nella misura consentita dalla propria intelligenza. Se questa è di infima qualità, tutte le qualità spirituali dell'altro, anche le più eccelse, non faranno effetto su di lui, ed egli non percepirà altro se non gli aspetti più meschini della personalità dell'altro, dunque solo le sue debolezze ed i suoi difetti. [...] Infatti ogni stima è il prodotto del valore dell'oggetto stimato per la capacità conoscitiva dell'estimatore."

"In questo gli uomini sono proprio come i bambini: diventano maleducati se li si vizia; dunque non si deve essere con nessuno troppo accomodanti e affettuosi. Come di norma non si perde un amico se gli si nega un prestito, mentre è assai facile che ciò avvenga se glielo si concede, così non si perderà l'amico se si mantiene un contegno altero e indifferente, mentre spesso ciò potrà accadere se si è troppo gentili e se si hanno troppe premure, che rischiano di renderlo arrogante ed insopportabile."

"A questo punto ci si deve guardare da ogni forma di affettazione, che suscita sempre disprezzo. [...] L'affettazione di talune qualità, il gloriarsene, equivale a confessare a se stessi che non si possiedono. [...] A chi possiede appieno una qualità, non viene in mente di esporla e di esibirla, poiché per lui è qualcosa di scontato. “Al ferro di cavallo che risuona manca un chiodo.”

"Per diventare consapevoli dei propri difetti, è bene notarli e biasimarli negli altri. Per migliorarci abbiamo bisogno di uno specchio."

"Se uno nota o sente una soverchiante superiorità intellettuale nella persona con cui parla, conclude dentro di sè, senza esserne chiaramente conscio, che l'interlocutore abbia notato o sentito in pari misura la sua inferiorità e limitatezza. Tale sensazione suscita in lui astio, risentimento e rabbia a un grado parossistico."

"E’ consigliabile palesare la propria intelligenza con quello che si tace anziché con quello che si dice: nel primo caso saremo ispirati alla saggezza, nel secondo alla vanità. Si hanno frequenti occasioni per entrambe: ma noi spesso preferiamo l’effimera soddisfazione della vanità al beneficio durevole della saggezza.
La riservatezza è stata reiteratamente raccomandata da tutti i maestri di saggezza. Massima araba: “Ciò che il tuo nemico non deve sapere, non dirlo al tuo amico”. “Se io taccio il mio segreto, esso è mio prigioniero; se me lo lascio sfuggire, io sono suo prigioniero”. “Dall’albero del silenzio pende il suo frutto, la pace”."


Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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  1. Quindi, dopo aver assimilato appieno l'ammaestramento ricevuto, le capiterà a volte di doversi sorprendere per come costoro, nei discorsi e negli atteggiamenti, si mostrino del tutto ragionevoli, onesti, schietti, dignitosi ,virtuosi, nonchè intelligenti e pieni di spirito. Questo tuttavia non dovrà trarla in inganno, perchè [...] chi si aspetta che a questo mondo i diavoli vadano in giro con le corna e i buffoni con il berretto a sonagli, sarà sempre loro preda o zimbello." è il pezzo che ho preferito xkè mi ricorda il me stesso ingenuo di tanti anni fa

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  2. Beh, a mio parere non è sempre ingenuità. Riconoscere i "diavoli" richiede, ahimè, esperienza, e non ci si può incolpare di nulla in tal senso.

    Del resto, l'esperienza richiede l'errore, non è forse vero? Il punto sta nel far tesoro delle esperienze negative (ed ecco che il negativo assume una funzione positiva) al fine di ridurre l'infelicità in futuro. E quando si inizia ad imparare, si diventa come dei "filtri", si diventa "selezionatori". Quello è il passo verso la felicità matura.

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  3. ...il mondo e' inferno non c'e' altro.

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  4. Lasci qualche spiraglio al paradiso... quello qui in terra intendo.
    Non so se la tirerà un pò su, ma le posso dire che aver imparato a riconoscere i propri errori di valutazione compiuti nel passato è un gran passo in avanti.

    Non le dico questo perché le voglio insegnare qualcosa; diffido molto di coloro che, atteggiandosi a maestrini, si propongono di giudicare le esperienze e decisioni altrui. Le dico questo solo perché credo che ci siano due buone ragioni che l'abbiano portata a scrivere ciò che ha scritto: o lei è affetto da vittimismo esagerato (ed in tal caso le consiglio di ascoltarsi una bella musica, leggere un bel libro-magari Schopenhauer-e dedicarsi alla sua dama, se ne ha una, o ai suoi passatempi preferiti) o lei ha subìto delle gran brutte esperienze.

    In quest'ultimo caso, io sono completamente impotente, non potrei aiutarla se non dicendole che dovrebbe essere fiero di aver compreso le ingenuità commesse nel passato; significa che ha maturato una diversa sensibilità nei rapporti umani e se i destinatari del suo affetto hanno mostrato di non apprezzare o peggio di sfruttare quanto da lei donato, non può che aver fatto bene ad allontanarsi. Il prezzo da pagare è la solitudine, vero. Ma le posso solo dire che preferisco essere sola che SENTIRMI sola con gli altri. Le dirò di più: col tempo, scucendo vecchi rapporti e tessendone di nuovi, vedrà che le rimarranno accanto pochi, forse pochissimi, compagni, ma i migliori. Ecco, punti sulla qualità, mai sulla quantità. Ne giova all'animo (e alla salute).

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