Deploro



     'Bury Anger' by Agil Pandri Prakoso




Deploro
gli sguardi annoiati di chi ha perso la curiosità 
barattandola con l'assuefazione.

Deploro
gli sbadigli di chi ha sposato la noia
promettendole fedeltà eterna.

Deploro
i cicalecci di comare avvezze ad esistenze tanto insulse
da ritenere interessanti i gusti modaioli altrui.

Deploro
quelli che serrano le labbra per non prendere una posizione,
mentre le spalancano per elargire giudizi sui modi altrui, 
guardandosi bene dal renderli noti ai diretti interessati,
ai quali continueranno a regalare sorrisi carichi di simpatia.

Deploro
il sesso "debole" che alimenta il mito del sesso debole,
celando piuttosto feroci velleità e cinici desii
destati dalle ragioni più futili, se non da capricci;
perché l'unico vero mito da estirpare 
è quello secondo cui un mondo governato da sole donne
sarebbe scevro da guerre.

Deploro
chi risponde in maniera sufficiente,
chi parla solo se interrogato,
chi non fa domande,
perché, citando Capa,
se non chiedi non sai.

Deploro
chi vive come una boa mossa dalle onde,
optando per un'esistenza tra le retrolinee anziché in prima fila,
perché nessuno nasce impavido e forte
- quella del destino è un'invenzione dei deboli per i deboli -
e perché è richiesto molto più coraggio 
nell'usare gli altri come avanguardie o scudi
che nel rendersi protagonisti del proprio destino.

Deploro
chi non cambia idea,
perché solo gli stolti non lo fanno,
chi respinge il nuovo ed il diverso,
chi non è mosso da alcuno slancio verso altri popoli e culture,
chi vive di abitudini.


Deploro
la presunzione e l'ignoranza,
ed ancor più il sodalizio tra i due,
la vanità usata come maschera per danzare
nella festa dei ruoli,
perché ostentare di essere migliori è molto più semplice
che cercare di diventarlo.

Deploro
chi vive di pregiudizi e stereotipi,
chi non vuole guardare oltre,
chi infanga l'amicizia come l'amore,
chi preferisce il silenzio al monito verso l'errore dell'amico,
chi si lega a qualcuno perché non ha alternative,
chi cela o manipola le proprie idee a seconda dei casi,
chi vive per sopravvivere.

Hybris

Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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