L'era delle vittime incolpevoli




Golconda (Magritte)


Viviamo nell'era delle vittime incolpevoli, dove ogni comportamento scorretto viene spiegato e giustificato in nome della protezione degli animi "deboli", "fragili" e "vulnerabili". E' su questo assunto che si imposta la "cultura terapeutica".

Si assiste ad una vera e propria criminalizzazione della critica, per cui i colpevoli divengono coloro che esercitano il diritto di critica e/o di offesa (diritto che ha rappresentato il motore delle più grandi rivoluzioni nella storia dell'uomo). Il risultato è un pericoloso conformismo che si fonda sull'autorità della vittima, la quale diviene inattaccabile ed incontestabile.

Una voce dissonante, vero, ma sostenuta da diversi, tra cui Frank Furedi (in "Il nuovo conformismo - Troppa psicologia nella vita quotidiana"), che scuote la stasi di una cultura che, ricercando la spiegazione terapeutica di ogni azione umana, cancella l' errore salvando chi lo ha commesso, introducendo un pericoloso "conformismo delle emozioni" e demonizzando chi si ostina a riconoscere la colpa per quello che è.
Se non vengono riconosciuti l'autocontrollo e la forza di autodeterminazione dell'individuo, si assume indirettamente che nessuno è più responsabile delle proprie azioni, la qual cosa non solo è estremamente pericolosa ma rappresenta una devoluzione rispetto ai traguardi storici della cultura moderna.


Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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