Provate ad etichettarmi - Tra Bertolucci e Bukowski

“ Andrò a comprare un porco e ti farò scopare da quel porco, ti farò vomitare addosso da quel porco e ti farò ingoiare il suo vomit...





Andrò a comprare un porco e ti farò scopare da quel porco, ti farò vomitare addosso da quel porco e ti farò ingoiare il suo vomito. Poi scannerò quel porco mentre ti sta scopando e poi ti farò annusare le sue budella mentre sta morendo. Lo faresti tutto questo per me?”  
(da "Ultimo tango a Parigi", film culto tra i più osannati)




Eccolo uno dei miti intoccabili, tenuto in vita da un variegato esercito di individui che annovera tra le sue file sedicenti cultori dell'arte, amanti dello stile bohèmien, (presunti) anticonformisti ed "esteti" (?!). Se la mia voce osasse smantellare il mito precostituito, verrei additata come una moralista bigotta, schiava del conformismo nonché del perbenismo.

Gli -ismi non mi sono mai piaciuti. Ancor meno le "etichette", ovvero i giudizi "categorizzanti".
Sono tutte espressioni di individui che necessitano del potere dell'appartenenza ad una categoria ( e/o gruppo ) per sentirsi realizzati e che rispondono ai giudizi altrui ascrivendoli ad una categoria ("se critichi  le religioni, allora sei necessariamente ateo": tipico esempio di etichettatura).  

La scena del dito di Maria Schneider nel sedere di Marlon Brando è stata oggetto di innumerevoli spiegazioni, elucubrazioni psicologiche e dietrologie fantasiose. Chi ci vede una metafora dell'amore imposto, chi una originale rappresentazione della passione: improvvisati critici innalzano una scena dai tratti inconfondibilmente volgari a livelli superiori che, sinceramente, non le si addicono affatto. Rimane un dito nel sedere, con buona pace di chi vuol vedere l'arte anche dove non c'è.

Ammiro l'arte dissacrante, ma non quando ricerca la dissacrazione a tutti i costi, alimentando il cliché dell'artista maledetto e ribelle che deve navigare in direzione ostinata e contraria (anche se sbagliata o banale?), come se l'avversione al sociale fosse ontologicamente legata all'arte.

Dunque, tutto questo fa di me una moralista bigotta? Chiacchiere da quattro soldi. Di chi non è pronto ad intavolare una discussione, in quanto è molto più facile allegare un'etichetta al mio pensiero piuttosto che giustificare, per esempio, che allegoria può esserci dietro un dito nel culo.
Nell'era dove tutti si sentono pazzi e ribelli ed anticonformisti, pare proprio che l'indipendenza del giudizio sia diventata una forma di rarità. Da difendere.

A proposito di dita e sedere e dita nel sedere, la mente corre spontanea verso Bukowski, che rappresenta una nuova moda dilagante tra i giovani (è ufficialmente uno dei più citati):

"e allargavo le chiappe e il bucetto del culo, e dai a stantuffare, finché se ne venne: la sentivo spasimare, e anch'io sborrai!"

Penso che questo sia un esempio di come la volgarità (si, quella che "nasce quando si perde l'autenticità", come scrisse Dàvila) venga spesso intesa come mezzo di ribellione, come massimo anticonformismo a cui poter aspirare. Orbene, l'osteggiarla fa di me una moralista o una "del sistema"? Mentre affermare, tra l'altro, che " l'umanità è la feccia dell'universo " fa di quest'uomo un genio. E perché mai? Forse ostentare misantropia, misoginia, asocialità, autodistruzione (droga, alcool..) rende lui più vero di qualsiasi altro (peccato che proprio Bukowski odiasse la gente vera)?

Lasciate che io sia indipendente da ogni bandiera e gruppo di pensiero. E qualora la mia posizione fosse conforme a quella della maggior parte delle persone, non me ne cruccerò. E la ragione è semplice: non potrei mai fare a meno di guardare coi miei occhi, al di là di ciò che vedono gli occhi degli altri. 
La sfida è proprio quella di essere se stessi. Quanto a sborrate epiche e dita nel didietro, son tutti capaci a parlarne (spesso tanto più a parlarne che a praticarne).

Ad maiora semper!



Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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  1. mannaggia a cristo avevo scritto un commento lunghissimo, ci avevo messo un ora ma x un errore del cazzo non me l ha mandato, cmq, riscrivo in breve.

    non ho visto ultimo tango a parigi, ma il tuo post capita a fagiolo, sono una decina di giorno che rimurgino sul livello culturale della vita quotidiana che vivo.

    etichette: penso che tutti etichettano qualcuno o qualcosa, che sia una necessità della mente x mettere ordine al caos che ci circonda? alla fine frequento gente con i miei gusti in fatto di musica, cinema, film, pensiero politico e religioso (cosa + importante) che vestono in un certo "Modo" e gli altri fnano lo stesso, ci etichettiamo a vicendo, non credo che le etichette siano qualcosa di negativo, a volte sono superficiali lo ammetto (almeno dal mio punto di vista). ho stilato le mie categorie:

    cattolici
    ignoranti
    mediocri
    ipocriti
    figli della merda
    conoscenti
    amici

    la feccia xò penso di averla individuata, sono la nuova elite di sinistra, quelli che hanno fatto il liceo, che hanno preso una facoltà del cazzo come filosofia o lettere e che hanno capito come va la vita, che hanno letto il capitale e sanno alla perfezione la differenza fra i vari tipi di comunismo. quelli che vedono solo film ricercati e intellettualmente impegnativi, quelli che quando gli dico che non ho visto mouline rouge o come si scrive mi fanno il sorrisetto ironico e mi riservono lo stesso sorriso se gli dico che fra i miei film preferiti ci sono v x vendetta, 300, fight club, watchmen.

    citazioni famose

    come posso darti torto? ho fb strapieno di ragazze che pubblicano note di wilde, bukowski o di chi cazzo vogliono loro: sul sesso, sulla brevità della vita, sulla follia, sulla voglia di amare, sulla monotonia, allegria, felicità e altre minchiate simili.

    e sono di una mannaggiaacristo banalità disarmante, non scopano, non amano, non si divertono, nonfanno un cazzo di quello che dicono di essere su fb, e se lo sono io mi accusano di scrivere minchiate, la coerenza è diventata una cosa brutta, alla fine siamo abituati da quella cazzo di televisione che ci riempie di merda, di politici del cazzo che dicono una cosa e il giorno stesso fanno un altra, di sbirri che massacrano di botte studenti indifesi e il giorno chiedono scusa alle famiglie, ma dio porco dove stiamo andando, ma l umanità ha ancora una bussola da seguire? una moralità? e le persone che non sono io? come vivono? a cosa si appellano? ci stiamo perdendo cazzo. alla fine ho smadonnato, è il mio parere che non frega a nessuno XD

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  2. Mmm... mi pare di conoscerti... :)

    Concordo sulle etichette, sul fatto che siano necessarie per dare un "ordine", ma entro certi limiti. Preferisco le argomentazioni, al di là di ogni etichetta. Per intenderci, rifacendomi a due delle tue categorie, preferisco dire a qualcuno che è "ignorante perché ... " e non "ignorante perché cattolico".

    Quanto all' elite di sinistra, ecco vedi: la tua descrizione è perfetta, ma aggiungi "di sinistra". E' vero che molti "alternativi (?!) di sinistra" hanno quelle caratteristiche, ma in realtà spesso non c'entra la politica; è una moda molto più diffusa quella di "filosofeggiare" e va al di là dell'appartenenza politica. Comunque mi è venuta in mente la caricatura di Pinuccio all' "arte di sinistra", che lui non capisce ma apprezza tanto (cit.): gente che vede in un "chiancone" o in una sedia una forma d'arte e via con chiacchiere a profusione e con atteggiamenti da snob verso chi, in un chiancone o in una sedia, ci vede semplicemente un chiancone ed una sedia.

    Le ragazze. Approvo in pieno. Del resto ricorderai il mio post sulle donne. La banalità è la vera moda dilagante. Quanto hai ragione quando sottolinei la differenza col mondo reale! Le incontri, ci inizi a parlare e ... non c'è proprio niente, ma niente proprio, tranne le solite "cose delle femmine" .
    E' disarmante, anzi no, disorientante! Alla fine non sai più chi hai davanti e ti senti davvero preso per i fondelli. E poi si, tutte brave a fare le "ribelli", in realtà spesso son schiave dei soliti stereotipi che i maschi hanno individuato e che loro stesse alimentano. Sempre meglio aggiungerei!

    Ps. Delle tue categorie, la terzultima è di difficile interpretazione :D

    Ciao!

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  3. credo che è qui ti sbagli: (
    preferisco dire a qualcuno che è "ignorante perché ... " e non "ignorante perché cattolico". )

    il mio perchè: è il cattolicesimo, una religione costruita politicamente, con feste e simboli pagani è una menzonga colossale, una pagliacciata. la gente non lo sa xkè ignora quello che pregano, da qui ignorante, x questo io con gente che si dichiara cattolico "praticante" cerco di averci meno a che fare, senza contare che un buon 90 % di questa gente è nota x il triste trinomio dio, patria, famiglia, che per citare il marchese fulvio abbate, ci fa orrore!

    poi non capisco, tu non classifichi ignorante chi non crede nell evoluzione o nell eliocentrismo?
    ecco, io faccio lo stesso, ma forse i peggiori sono quelli che sono ancora + confusi, quelli che dicono: io credo in dio, ma non nella chiesa, un sonoro vaffanculo mi scappa 10 volte su 10. va bè mi fermo qui xkè gira e rigira va sempre a finire che si parla di sto paese divorato dal cancro.

    ho aggiunto di sinistra xkè francamente, hai mai visto un intellettuale di destra? :D

    io non ho mai studiato arte e ne capisco poco o niente, xò è normale che x me un chiangone è un chiangone, cosi come una sedia


    "E' disarmante, anzi no, disorientante! Alla fine non sai più chi hai davanti e ti senti davvero preso per i fondelli. E poi si, tutte brave a fare le "ribelli", in realtà spesso son schiave dei soliti stereotipi che i maschi hanno individuato e che loro stesse alimentano. Sempre meglio aggiungerei!"

    ci ho messo anni ma l ho capito, alla gente piace essere presa x il culo, io mi regolo di conseguenza... bisticcio con un mio inquilino abbastanza spesso xkè saluta gente in strada come se fossere grandi amici, poi a casa dice: madò che coglione tizio x o y. ipocrisia portami via, ma a loro piace vivere cosi, salutarsi e sputtanarsi alle spalle, gente come me che non saluta gente inutile, viene accusata di essere esagerata, estremista, e aggiungono il tutto con frasi: eh ma nella società non si vive cosi e altra cazzate simili...

    concordo con lo specificare la terz ultima categoria :D i fascisti e i leghisti ci stanno bene dentro

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  4. Beh siamo d'accordo, allora. Con una variante: non mi è mai piaciuto dare dell'ignorante ad un cattolico in quanto cattolico. Preferisco argomentare e discutere. Naturalmente, se un cattolico arriva a sostenere la teoria del creazionismo si macchia di ignoranza e non ho remore nel dimostrarglielo (mi conosci abbastanza!); quindi in tal caso sarebbe corretto dire: "Se sostieni il creazionismo allora sei ignorante, perché ignori l'evoluzionismo".
    Ma estendere l'etichetta di "ignorante" a tutti i "cattolici" non mi piace. La ragione è che ogni persona è diversa dall'altra; difatti all'interno del gruppo dei cattolici ci sono molteplici posizioni e tra queste, c'è chi si limita a credere in quel Dio trino ecc. Sai come la penso su queste cose, ma sai anche che non potrei dare dell'ignorante a chi crede in un Dio, è un livello diverso. Vogliamo parlare della verginità di Maria? Bene, lì mi trovi completamente d'accordo con te. Vogliamo parlare di quei Italiani pecoroni che si fanno infinocchiare dalla Chiesa (8x1000 ecc)? Mi conosci, non devo aggiungere altro. Ma non è sempre così semplice attaccare ad una categoria una determinata etichetta, proprio perché nessuno è uguale all'altro e bisogna stare attenti a chi ci si sta rivolgendo e a cosa ne pensa a riguardo. Ed ecco perché le etichette sono pericolose. Ed ecco perché preferisco argomentare, conoscere la posizione della persona che mi sta davanti e poi, se necessario, contestarla.

    Beh di intellettuali ce ne sono (stati) anche a destra, vedi Montanelli per esempio. Vedi? Se ragioni per categorie rischi di mettere tutti nello stesso sacco o di dimenticare qualcuno di importante! :)

    Sull'ipocrisia, su come tu la combatti, sui fascisti ed i leghisti, niente da eccepire. Ovviamente.

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