I veri conformisti - Tra Hipster e Radical chic



Maschere sul palcoscenico (Walter Stiner)
Credo che il genere umano sia uno spettacolo grandioso. Forse siamo un po' tutti su un grande palcoscenico, ognuno con una propria maschera (o con molteplici maschere), ma forse questa è una mezza verità. Se non altro perché qualcuno lo ha descritto e rivelato questo mondo di maschere (come Shakespeare e Pirandello), il che implica che non tutti per mestiere fan gli attori.
Come nel teatro vero del resto, c'è chi dirige, chi osserva, chi crea.


C'è anche chi non ha ancora ben compreso il proprio ruolo a questo mondo ("Ti sei mai chiesto quale funzione hai?", citando il Pink Floyd italiano) e che per questo rimane un po' dietro le quinte.

Premessa pesantuccia? Tranquilli, perché adesso invece facciamo un gioco.
Vi chiedo di focalizzarvi sulle quattro foto in basso, tralasciando per un attimo che alcune raffigurino personaggi famosi; semplificando, immaginate che ogni foto rappresenti una categoria di uomo e giochiamo al gioco delle etichette che tanto piace alla sottoscritta (se avete letto il post Provate ad etichettarmi - Tra Bertolucci e Bukowski  capite cosa intendo):

- Tipo I, in alto a sinistra: "Attraente, ma senza cervello!"
- Tipo II, in alto a destra: "Affascinante, forse è uno scrittore famoso,  il dandy perfetto!"
- Tipo III, in basso a sinistra: "Decisamente poco attraente e ha tutta l'aria d'essere un idiota!"
- Tipo IV, in basso a destra: "Intelligente, misterioso, chissà in quali pensieri sarà perso?"

I quattro tipi maschili del mio 'gioco delle etichette'


Queste descrizioni non appartengono alla sottoscritta (anche se sul Tipo I ho poco da obiettare per quel che riguarda l'aspetto fisico), ma ad uno specifico Tipo femminile, quello delle "anticonformiste".
Una "anticonformista" è troppo intelligente per indirizzarsi al Tipo I - che rappresenta l'uomo bello e impossibile, tipico target di donne frivole e insulse - o al Tipo III - perfetto per quelle brutte e tonte come lui. Le sue prede preferite sono invece il Tipo II ed il Tipo IV: le apparenze non lasciano dubbio alcuno, devono essere uomini estremamente eruditi ed intelligenti, magari famosi, di certo così peculiari!

Peccato che nella realtà le cose non stiano proprio così: restituendo al Tipo I ed al Tipo II la loro vera identità (sono rispettivamente il noto Dolph Lundgren e Rowan Atkinson), si scopre che: il primo, dopo essersi diplomato al Royal Institute of Technology della capitale svedese, ottiene una borsa di studio per la Washington University e per la Clemson University, e nel 1982 l'Università di Sydney gli offre una borsa di studio per un master in ingegneria chimica; il secondo è laureato in Ingegneria Elettrica all'Università di Oxford.
Due cose possono essere dedotte da questo esempio:

  • Giudicare dalle apparenze è davvero estremamente pericoloso.
  • La Svezia non è interessante solo per gli uomini.

Un aspetto molto interessante di tutta questa faccenda è che la tendenza ad assegnare ruoli, giudicando dalle apparenze, è quasi sempre connessa ad una forte propensione a ricoprire dei ruoli, secondo dei dettami prestabiliti che definiscono il personaggio che si vuole incarnare.

"Noi siamo ciò che fingiamo di essere, quindi dobbiamo stare molto attenti a ciò che facciamo finta di essere."
(Kurt Vonnegut)

Chi d'etichette ferisce, d'etichette perisce! Ecco dunque che il vostro occhio allenato avrà riconosciuto nel Tipo II e nel Tipo IV della foto le peculiarissime caratteristiche degli Hipster e dei Radical Chic.
Allo stesso tempo, la vostra mente avrà facilmente associato le "anticonformiste" di cui sopra agli stessi gruppi.
[Attenzione, tuttavia, a non abusare del gioco delle etichette: non funziona se non con i commedianti.]


Hipster e Radical Chic sono la moda anti-moda per eccellenza e naturalmente non amano essere definiti con questi nomi: definirli corroborerebbe la loro esistenza, ma esistere è una cosa troppo mainstream. Sigh!
Gli hipster (ben descritti in questo articolo) sono dei gran lavoratori, perché si impegnano giorno dopo giorno a scovare qualcosa di alternativo nell'ambito della musica o della moda o della cultura in generale; sono anche dei nostalgici, nel senso che riportano in vita quello che - fortunatamente - il tempo aveva relegato nell'oblio. Continuamente persi in fantasticherie su epoche passate, riesumano vecchie biciclette o vecchie macchine da scrivere o altri catorci malmessi in compagnia dei quali amano farsi fotografare; beninteso, con l'iPhone di ultima generazione, naturalmente usando Instagram, l'asso dei fotografi odierni, e postando il tutto su Facebook, il nuovo palcoscenico dell'umanità.

L'altra categoria umana è quella dei Radical Chic (ben descritta qui). Diversi sono gli aspetti in comune con gli Hipster (megalomania a parte), ma la differenza più importante è la matrice politica: nei Radical Chic confluiscono molti socialisti o comunisti e non c'è modo migliore di descriverli se non quello di riportare la traduzione australiana ed olandese del termine: "Chardonnay socialist" e "Socialiste de salon".
Si tratta di rivoluzionari da salotto, che amano essere sempre in "direzione ostinata e contraria", magari stupida, sbagliata ed insensata, purché ostinatamente contraria. Come gli hipster, spesso sono individui benestanti, viziati ed annoiati, che si propongono come intellettuali divoratori di libri, naturalmente incompresi da una massa giudicata ignorante. Anche loro amano le nuove tecnologie, purché costose abbastanza da non essere fruibili se non a pochi. Hanno ben cura di usarle per comunicare al mondo intero tutta la loro grandezza: li riconoscete dunque dalle foto in cui sono intenti a scrivere su un foglio (magari di pergamena) o a pensare, con un libro di Dostoevskij tra le mani e lo sguardo assorto in elucubrazioni ermetiche ignote a tutti, eccezion fatta naturalmente per gli amici generosi che approvano con un Like. Si distinguono per la prolifica condivisone di massime altrui e per sentenze spietate nei confronti di chi la pensa diversamente, di chi mette in dubbio i loro dogmi o di chi, al contrario loro, è riuscito a portare la gente in piazza (è sempre colpa di quel grillo!). Caratterizzati da un ego smisurato, amano sempre presentarsi come quelli che volano più in alto di tutti... Ma no! Non tre metri sopra il cielo, per Giove! Volano con le correnti gravitazionali invocate dal Pink Floyd italiano, cui dedico volentieri una seconda citazione.

Il colpo di fulmine per una hipster 

Ora, il punto è che in questo grande palcoscenico di maschere i giochi sono dominati dal relativismo. Nel senso che un pallone gonfiato si fa grosso solo se accompagnato da individui di intelletto uguale od inferiore; circondatelo di cervelli e ben presto il pallone scoppierà. 
Se aguzzate la vista, Hipster e Radical Chic sono attorniati sempre da due tipologie di persone: o i loro simili, o quelli che subiscono il fascino di chi cita Brecht o Flaubert, dimostrandosi di fermarsi alle apparenze tanto quanto (o forse più) della massa tanto disprezzata. Il gioco delle etichette di cui sopra dimostrava esattamente questo.
Le chances di rimorchio del fruttivendolo dietro casa e di un radical chic sono incomparabili: il fruttivendolo ha sempre cattive intenzioni, l'altro mai. Il primo vuole solo sesso, il secondo una condivisione d'anime. L'uno vuole solo spogliarti, l'altro invece leggerti dentro.
[Interessante a tal proposito il manuale Come farsi facilmente una Radical-chic].
E' tutta una colossale messa in scena, da cui apparentemente ne escono vittoriosi entrambi, tanto il conquistatore quanto la fortunata preda che si sente speciale per essere stata scelta tra tante. 

L'ironia di tutto questo gran bel gioco è che l'obiettivo finale di radical chic e hipster - il distinguersi dagli altri - li porta ad essere proprio quello che loro aberrano: conformisti, etichettabili ed etichettatori.
Esistono due tipi di conformisti: i conformisti e gli anticonformisti; i secondi sono i peggiori, poiché nulla amalgama i membri di un gruppo più della presunzione d'essere diversi o speciali. 
Vi lascio con due chicche. La prima è la denuncia di Montanelli contro il "magma radical-chic" ("Lettera a Camilla"):

C’è chi dice che, più delle bombe, ti sei innamorata dei bombaroli, e questo, conoscendo i tuoi rigorosi e severi costumi, posso accettarlo solo se alla parola “amore” si dia il suo significato cristiano di fratellanza [...]. Fino a ieri testimone furtiva o relatrice discreta di trame e tresche salottiere, arbitra di mode, maestra di sfumature, fustigatrice di vizi armata di cipria e piumino, ora si direbbe che tu abbia sempre parlato il gergo dei comizi e non sappia più respirare che l’aria del Circo. Ti capisco. Deve essere inebriante, per una che lo fu della mondanità, ritrovarsi regina della dinamite e sentirsi investita del suo alto patronato. Che dopo aver tanto frequentato il mondo delle contesse, tu abbia optato per quello degli anarchici, o meglio abbia cercato di miscelarli, facendo anche del povero Pinelli un personaggio della café society, non mi stupisce: gli anarchici perlomeno odorano d’uomo anche se forse un po’ troppo. Sul tuo perbenismo di signorina di buona famiglia, il loro afrore, il loro linguaggio, le loro maniere, devono sortire effetti afrodisiaci. Una droga. (Montanelli)

La seconda chicca, per concludere col sorriso, è uno spassosissimo video di Pinuccio riguardo l'arte di una certa sinistra - fortunatamente - un'arte per pochi (dal min 3:50):


Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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