Caro Gramellini, come si sente oggi? E Fazio come sta?



Caro Gramellini,

come si sente oggi?
E Fazio come sta?
Non deve essere facile. Far parte di un sistema putrescente ed essere pagati per tesserne le lodi, intendo.
Vede, Gramellini, ammetto che lei di creatività ne ha da vendere, se non altro perché è riuscito ad associare la Bellezza a Sanremo ed agli artisti di Sanremo.
Ma soprattutto, Gramellini, lei è riuscito a trasformare quello che doveva essere un intermezzo “filosofico” sulla Bellezza nel classico siparietto ipocrita e perbenista che mamma RAI pretende dai suoi attori.
Perché lei e Fazio questo siete: attori.
Bisogna difatti essere maestri nell'arte della recitazione per fingere di impietosirsi dinanzi al tentativo di suicidio di due disperati e subito dopo indignarsi contro chi si indigna anziché contro chi ha permesso di arrivare a questo punto.


Come si sente oggi?
E Fazio come sta?
Pensavo questo, Gramellini: sulla Bellezza qualcuno ha scritto versi sublimi, qualchedun altro l'ha raccontata al cinema così bene che forse ci scappa l'Oscar...Ma lei?
Lei avrebbe potuto fare di molto meglio (questo lo dico onestamente, perché la stimo), invece è stato terribilmente deludente.
Vede, Gramellini, lei ha dato voce ad un pregiudizio tutto italiano che vede il male in qualsiasi azione che mira al cambiamento. E' per questo che non cambia mai nulla nel nostro Paese, perché in Italia si preferisce l'autocommiserazione e la lamentela cronica (verso destinatari non meglio precisati) alla protesta attiva e mirata, che condanna il privilegiato (di cui vien fatto nome e cognome) ed il suo malcostume. Tale sistema si autoalimenta all'infinito per gli interessi reciproci di chi fa del malcostume la propria ragione di vita e di chi fa dell'accondiscendenza al malcostume la propria fonte di guadagno (e di serenità assicurata a vita).
Caro Gramellini, la rabbia e la protesta, che a volte a torto si esplicano anche nell'insulto, sono le ultime armi rimaste ad un popolo depauperato di ogni diritto alla dignità ed alla felicità.
Dopo questo, rimane la rivoluzione violenta.
Grillo, in tal senso, è riuscito a canalizzare il desiderio di riscatto di milioni di Italiani in un movimento pacifico che si è reso promotore delle istanze dei cittadini, anziché dei poteri forti.
Non vede la Bellezza in questo?
In questo primo, imperfetto, impetuoso esperimento di democrazia diretta al mondo?
O forse vede la bellezza nello svenevole Fazio che balla con la Casta cantando 'Ma dove vai se la banana non ce l'hai' poco dopo il tentativo di suicidio di due disoccupati?
(E se quel gesto disperato fosse stata una messa in scena, sarebbe ancora peggio)

Come si sente oggi?
E Fazio come sta?
Io, come migliaia di miei coetanei, caro Gramellini, devo assistere a questo siparietto grottesco mentre la mia Italia muore.
Io, che sono costretta a lavorare all'estero perché la mia patria non mi vuole, io, caro Gramellini, non ho forse diritto a parole di fuoco?
O mi è rimasto solo il diritto di pensarle?
Voi, giullari di una corte che danza e beve sulle spalle altrui, stigmatizzate l'insulto per non biasimare coloro ai quali l'insulto è rivolto. Opportunamente nascondete tutte le argomentazioni delle quali l'insulto è a volte l'epilogo finale.
Pur tuttavia in Italia c'è qualcuno che non ha paura di chiamare ladri i ladri, corrotti i corrotti, delinquenti i delinquenti. Chiamare le cose con il loro nome è un gesto rivoluzionario, dichiarava Rosa Luxemburg un secolo fa.
Non è questa Bellezza, Gramellini?

Chiudo citando lei stesso, proprio lei, caro Gramellini.
Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi.



Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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