Weekend a Parigi tra Grandi Uomini, Eros e Thanatos



Mesdames et Messieurs,
ecco una breve guida - corredata di racconti e consigli - per vivere tre giorni intensi e non scontati in una delle città più belle del mondo. 

  • Scegliete accuratamente la vostra sistemazione, possibilmente entro il ring della città: un quartiere parigino doc vi permetterà di calarvi pienamente nei ritmi e nei modi dei les Parisiens. 
Dal nostro viaggio:
La proprietaria di un bar intenta a fumarsi una sigaretta alle 9.30 di mattina. Abbiamo fame, voglia di colazione. "Siete ancora chiusi, signorina?" "Si, cari, apro dopo, adesso sono troppo pigra per farlo, ieri ho fatto proprio tardi". Cugina mia, abbiamo in fondo lo stesso ritmo, è che a vivere tra gli Olandesi ci si perde un po' l'abitudine.

Una delle foto dal nostro viaggio
(nella slideshow le altre)

  • Non mancate il Louvre, è maestoso. Perdetecivi almeno un giorno. Qui diverse informazioni su orari d'apertura, entrate secondarie (comode per saltare la coda) e ticket. Accompagnate il vostro tour con un libro che potrete acquistare direttamente lì: non solo sarete guidati tra i capolavori del museo, ma avrete investito in un piccolo cimelio che potrete avere sempre con voi; siccome volumi d'arte di questo tipo contengono foto delle più belle opere del Louvre di gran lunga migliori delle vostre, mettete da parte le vostre macchinette fotografiche e godetevi l'arte. A rendere la contemplazione impossibile ci pensano già i Giapponesi.
"[Questo museo] sarà nazionale, non vi sarà nessuno che non abbia il diritto di usufruirne" (Ministro degli Interni Jean Roland, 1792)
"Dovrà suscitare l'ammirazione universale" (I Repubblica)
"Il Louvre è il Palazzo del Popolo" (II Repubblica)

  • Non perdetevi il Pantheon, il "Tempio della Nazione". Qui pratiche informazioni su orari d'apertura, ticket ed altro. Simbolo del nuovo culto laico della Rivoluzione Francese, è il monumento dedicato ai "grandi uomini": nella cripta riposano - tra gli altri - Voltaire, Rousseau, Victor Hugo, Émile Zola, Pierre e Marie Curie, Alexandre Dumas, Joseph-Louis Lagrange, Lazare Carnot. "Ai grandi uomini la patria riconoscente" è l'iscrizione sul frontone dell'edificio.
"Così, affinché ci si avvicini ai greci e ai romani, a cui si devono tante massime di libertà, e per dare esempio all'Europa, si abbia il coraggio di non mettere questo tempio sotto l'invocazione di un santo. Che diventi il PANTHEON FRANCESE! Che riceva le statue dei nostri grandi uomini, e che le sue volte sotterranee racchiudano le ceneri dei nostri defunti celebri" (marchese di Villette, 1790)

Dal nostro viaggio: 
Nella cripta si viene accolti subito dalle tombe di Voltaire e Rousseau, una di fronte all'altra: i due filosofi che si erano spesso scontrati nel corso della loro vita si ritrovano riuniti nel Pantheon. Il viaggio prosegue tra le tombe dei più grandi filosofi, uomini politici e scienziati francesi. Per la prima volta, un monumento agli uomini, non ai santi. Una delle esperienze più toccanti mai provate in vita mia. Chapeau alla Francia.


"La Disinfezione: l'ignoranza fa posto al genio"  (1885)
Caricatura anticlericale in cui un prete fugge portando con sé oggetti clericali,
mentre Victor Hugo appare in gloria sugli scalini del Pantheon
(immagine tratta dalla guida alla visita del Pantheon)


  • Se conoscete qualche parigino, fatevi accompagnare nei posti più nascosti della città e fatevi consigliare i ristoranti più caratteristici dove degustare la cucina francese. Non volete mica mangiare italiano, vero?

Dal nostro viaggio: 
Per noi è un collega della specialistica: parisien di tutto punto, con quel sorriso sornione e l'accento inconfondibile. Rivederlo ma immerso nel suo habitat naturale ci piace. Facciamo un pranzetto da veri parigini: tavolino piccolino a ridosso della strada, insalata di funghi crudi, rucola, formaggio e noci, zuppa di pesce, carpaccio. "L'addition, s'il vous plaît!". Il nostro collega si stupisce della pronuncia perfetta. E' che siamo di Bari ed un po' di secoli fa voi cugini francesi siete venuti a farci visita e, tra le altre cose, l'accento nasale non ce lo siamo dimenticato.

Piccole chicche dal nostro amico parigino: perdetevi nel e nel 10° arrondissement (= quartiere), sono i più caratteristici di Parigi. Dove passeggiare? Canal Saint Martin, dove generalmente i Parigini si godono il sole. Dove mangiare? A Rue de Bretagne ci sono diversi locali (andateci prima delle 13:00, poi si affollano troppo), ma il Marché des enfants merita particolare attenzione: piccolo mercato cittadino, ospita ristorantini locali di puro gusto francese. Siamo stati in uno di questi e vi assicuro che troverete solo Parigini, niente turisti. Quando siamo entrati e abbiamo chiesto delle loro specialità, ci hanno guardato sorpresi e lo sguardo del proprietario parlava chiaro: che diamine ci fanno questi due qui? 



  • Le Catacombe di Parigi: non perdetevele. Cimitero sepolto nella immensa rete di tunnel sotterranei che di fatto rappresenta una città sotto la città. Ci si va solo con una guida, altrimenti ci si perde: non sono rare le notizie di ragazzi ubriachi che, dopo serate di follie, si sono persi nelle catacombe per essere ritrovati giorni dopo. E no, il post sbronza in un ossario sotterraneo non è divertente. Qui tutte le informazioni necessarie per visitarle. Non adatte a bimbi, persone suggestionabili o con problemi di cuore o di respirazione.

  • La Conciergerie: prima prigione di Parigi. Durante la Rivoluzione francese, quasi 3.000 detenuti hanno trascorso i loro ultimi giorni qui prima di essere ghigliottinati in Place de la Concorde. Tra i personaggi famosi si ricordano Maria Antonietta, Charlotte Corday e Danton.

  • Torre Eiffel: simbolo per eccellenza della rivoluzione industriale francese; emblema del romanticismo per altri, che vedono nell'asparago di ferro il simbolo dell'amore, luogo di culto per pomiciate indimenticabili. Comunque la vediate, è impossibile mancarla, perché si erge imponente sulla città. 

  • Visitate anche la Tomba di Napoleone I (qui le info) e naturalmente la basilica di Notre Dame e quella del Sacro Cuore: qui, in particolare, andateci verso sera, la vista della città sarà mozzafiato e sarà accompagnata (o disturbata, dipende dai punti di vista) da un fragoroso cicaleccio di ragazzi e venditori di birra. 

  • Se prolungate la vostra permanenza  di un giorno e volete visitare un altro museo, la scelta è vastissima. Un must: Museo d'Orsay (link). Una interessante alternativa: Museo dell'Erotismo (link). 

  • Se siete amanti di cabaret e burlesque, il Moulin Rouge è la scelta più nota. Ma a Parigi ce ne sono per tutti i gusti (ma non per tutti i portafogli).

Eccomi preso daccapo a quest’immensa rete dorata, in cui ogni tanto bisogna cascare, volere o non volere. La prima volta ci restai quattro mesi, dibattendomi disperatamente, e benedissi il giorno che ne uscii. Ma vedo che la colpa era tutta mia, ora che ci ritorno… composto a nobile quiete, perché guai a chi viene a Parigi troppo giovane, senza uno scopo fermo, colla testa in tumulto e colle tasche vuote!” (Edmondo De Amicis)


Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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