"Viva la satira! Libera, ma non troppo, e come piace a me..."



La satira è indice del gradiente di democrazia di un Paese. 
(Daniele Luttazzi)


Dove non arriva la spada della legge, là giunge la frusta della satira. 
(Aleksandr Puškin)


Se l'uomo fosse meno accecato dall'amor proprio, avrebbe in aborrimento, più che la satira, l'adulazione. Quella di sua natura tende a sanare, questa a corrompere la mente ed il cuore. 
(Michele Colombo)



E' il limite il leitmotiv di questi giorni. In tanti, troppi, chiedono a gran voce il limite. La star indiscussa è Papa Francesco, che ieri ha affermato: "Per quanto riguarda la libertà di espressione “c’è un limite” [...] Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri".
Rilancio veloce, con Luttazzi:

Non esiste sacro senza profano. Il sacro senza profano diventa integralismo.

Rileggete. Lentamente, attentamente. Ed assorbite ogni singola parola. Perché l'integralismo era parte della nostra storia, ma poi non lo è stato più. Il Cristianesimo integralista ha dovuto cedere dinanzi a Libertà, Democrazia, Laicismo. Solo gli stolti potrebbero pensare che non ci sia ancora lavoro da fare in merito, ma solo i ciechi potrebbero paragonare le società occidentali alle teocrazie islamiche.
Dunque il profano è vitale, indispensabile. Le religioni non sono intoccabili. E quando lo sono, le conseguenze non possono che essere nefaste, come la storia ci insegna.

Come afferma il caporedattore di Charlie Hebdo Gérard Biard nell'intervista a Micromega di cui vi ho già parlato

Il fulcro dello Stato laico è esattamente questo: considerare le religioni delle libere opinioni e non delle identità.

www.jesusandmo.net
Essendo delle opinioni, sono criticabili. Se non lo fossero, non saremmo in democrazia, non saremmo liberi. 
Democrazia. Libertà. Parole cui taluni paiono essersi assuefatti. Accoccolati tra le coperte del 'politically correct' e del buonismo ingenuo, figli di quella società libera per cui in migliaia sono morti, adesso, d'improvviso, reclamano a gran voce meno libertà. Eccoli dunque gridare allo scandalo dinanzi alle vignette di Charlie Hebdo, giornale che non conoscevano e che continuano a non conoscere. Eccoli dunque disquisire di satira, arrogantemente, come solo chi crede di sapere fa.

"Premesso che condanno la violenza, la satira non deve superare il buon gusto o il buon senso."

Impossibile non replicare con Luttazzi:
"È disarmante vedere firme celebri annaspare di fronte alla satira e alla sua natura. Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte (i furbastri più o meno interessati mi hanno un po' stufato): la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. Censurare la satira (in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi) è censurare le opinioni. È fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L'unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira." (Luttazzi, 2007)

Lezione n.1
Il buon gusto ed il buon senso sono i gingilli dei buontemponi che non vogliono problemi. 
Invece la satira incide, sviscera e costringe a guardare. E si sa, le lezioni di anatomia non sono adatte a tutti.

PS. Per i deboli di stomaco, se pensate che il potere o l'autorità debbano essere criticati a colpi di buon senso e buon gusto, leggetevi qualche invettiva di Catullo a Cesare, Mamurra e Pompeo. 

 "La satira usa come tecnica la riduzione al corporeo, alle esigenze fisiologiche primarie: mangiare, bere, urinare, defecare, scopare. Lo fa per sovvertire le gerarchie costituite." (Luttazzi)

"Premesso che condanno la violenza, la satira dovrebbe avere dei limiti"

Qualcuno, molto pericolosamente, auspica che vengano posti dei limiti alla libertà d'espressione. 'Visti i tempi che corrono', è l'argomentazione più comune (chiamiamola argomentazione...).
Nessuna "misura speciale" deve essere presa e lo spiega bene Rodotà: "E' molto più facile prospettare misure straordinarie di pubblica sicurezza. Ma è sempre stata una risposta perdente: i diritti non sono in contrasto con l'efficienza organizzativa. E non sono negoziabili."

Lezione n.2
I limiti sono imposti dalla legge (razzismo, diffamazione, apologia del terrorismo).
Posti questi limiti, la satira deve essere libera. 
In nessun Paese laico le religioni sono esenti da critiche, satira o duri attacchi. Con buona pace di Papa Francesco, il torto non lo fa chi critica una religione, ma chi risponde col pugno.

Vignetta anticlericale dell’Asino,
 rivista satirica filo-socialista (1901)
(www.formiche.net)

"Ma la satira non deve offendere o essere blasfema, deve far ridere!"

Mi viene in mente quel tale, che disse: il più grande nemico della conoscenza non è l'ignoranza, ma l'illusione della conoscenza. 
L'affermazione sopra riportata ne è un chiaro esempio: denota una non-conoscenza riguardo la satira ed una ottusa voglia di disquisirne, vezzo molto comune, purtroppo. 

Lezione n.3
L'autore satirico non racconta barzellette per intrattenere il pubblico.
"La satira é quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene". A dirlo è la Corte di Cassazione (sentenza n. 9246/2006). Proprio a causa della nobilissima funzione della satira, i padri costituenti pensarono bene di tutelarla con gli articoli 21 e 33 della Carta Costituzionale. Senza se e senza ma. 


“Erano stati minacciati, avrebbero potuto evitare quelle pubblicazioni offensive. Se la sono cercata.” 

Un giornale satirico ed il suo staff svolgono un ruolo ben preciso. Come ben preciso è il ruolo di un PM Antimafia, uno scrittore scomodo, un giornalista inviso alla politica. Se si ha il coraggio di consigliare il ‘buon senso’ a Charlie Hebdo, allora bisognerebbe consigliare al PM Di Matteo di smetterla con le inchieste così scomode a Cosa Nostra o a Saviano di lasciar perdere le serie TV ed i libri sulla Camorra, viste le ripetute minacce ricevute.
Dalle poltrone di casa, tra mura sicure, c'è chi gioisce dei frutti della libertà dimenticando o ignorando le battaglie di chi ha posto le radici per una società libera. 
Battaglie mai dettate da buon senso o prudenza, che mai si sono arrestate dinanzi ad una minaccia.
In verità ci vuole molto coraggio per essere liberi, mentre ai "codardi la libertà appare sempre stupida" (Bill Maher, comico statunitense). E solo un codardo può affermare che chi si batte per la libertà, nonostante le minacce, se l'è cercata.

Lezione n.4
La satira non chiede il permesso, non sarebbe satira. La satira è spesso stata una voce politica (specie in Francia), la voce dei deboli, l'unica arma contro i soprusi. Se le minacce avessero rappresentato un problema, non avremmo goduto dei diritti odierni. 
In Egitto, nonostante le forti minacce, i vignettisti continuano il loro lavoro, solidali coi colleghi di Charlie Hebdo. Pazzi senza buon senso?

Il numero di Charlie Hebdo del 14 gennaio
non poteva mancare sulla nostra scrivania...

"Ma è tutta colpa dell'Occidente!"

Questa teoria ultra-giustificazionista (tipicamente di sinistra) nei confronti dell'Islam è un tipico esempio di benaltrismo: se l'argomento è la libertà di satira e le minacce del terrorismo fanatico, il tipico benaltrista replicherà convinto che le ragioni di tutto questo stanno nell'imperialismo occidentale
Premesso che l'Occidente ha le sue colpe e che queste corrodono senza dubbio alcuno il totem dei buoni valori quali Libertà e Democrazia, la visione di chi spiega il terrorismo e fanatismo come reazione agli errori dei Paesi occidentali è totalmente infondata, nonché molto pericolosa. 
  • Prima ragione: in pochi menzionano l'espansione islamica culminata con l'impero ottomano, uno dei più longevi nella storia (durò dal 1299 al 1922). In pochi inoltre ricordano le tre battaglie storiche che impedirono l'islamizzazione dell'Europa (Poitiers-732, Lepanto-1500, Vienna-1683).
  • Seconda ragione: le colpe dell'Occidente, guai a negarle. Ma attenzione a discernere tra le scelte dei governi e le volontà dei popoli. Ed attenzione a dimenticare tutte le conquiste (scientifiche, per esempio) dell'Occidente, di cui gode anche parte del resto del pianeta. E mai, mai, sacrificare l'importanza storica di Illuminismo, Rivoluzione Francese, Laicismo (si, dobbiamo molto alla Francia) agli errori commessi. Vi consiglio questo eccellente articolo in merito.
  • Terza ragione, forse la più importante: ancora una volta, si parla di ciò che non si sa, perché in pochi sanno che alla radice del terrorismo c'è uno scisma religioso nel mondo musulmano: una parte di quel mondo è disposto a tutto per attaccare o convertire coloro che non accettano "la retta via", a partire dai musulmani stessi. Gli attacchi ai civili in Iraq, Siria, India, Nigeria, non c'entrano nulla con il potere occidentale. "Hanno così spazio le tesi economiciste di inerziale scuola marxista; quelle che lo legano a movimenti nazionalisti; trionfa la “colpa dell’Occidente”, il furto di materie prime, “l’imperialismo culturale” e via banalizzando. Analisi tanto radicate e ripetute, quanto false, indifendibili, a fronte di un minimo di verifica concreta. " (Carlo Panella)
Lezione n.5
La satira non negozierà la propria libertà perché l'Occidente ha fatto i suoi errori. La natura umana è affetta dal Male, ecco perché la satira esiste. E la satira non risparmia nessuno, occidentali compresi. 


"Ma allora perché la condanna a Signorini?!"

C'è poi chi, forse dopo un pesante colpo di testa, è arrivato ad associare nella stessa frase la libertà d'espressione dei giornalisti di Charlie Hebdo con la libertà d'espressione negata ad Alfonso Signorini nel momento in cui è stato denunciato per la foto del Ministro Madia mentre addenta una coscia di pollo, foto corredata con il  titolo ‘Ci sa fare!’. 
Ecco dunque uno dei paradossi della democrazia, riassunto nella massima attribuita a Voltaire: “Non condivido la tua idea ma darei la vita perché tu la possa esprimere”. In teoria, chi ama incondizionatamente la libertà e per essa si batte, dovrebbe essere pronto a sacrificarsi anche per Signorini e per chi associa il suo nome ai vignettisti di Charlie Hebdo. 
La libertà richiede davvero tanto coraggio!
Ma lasciate che vi dica questo: per l'amor del cielo, non dimenticatevi del silenzio. E' una nobile opinione, in assenza di opinioni.

Lezione n.6
La satira non è vituperio. Non è insulto verso la persona o verso la sua vita privata. Mai.
La satira punge le idee ed i pregiudizi.


"Quelli di Charlie Hebdo provocavano per vendere più copie"

Sciacallaggio dei sciacallaggi. Oltre che pura ignoranza (Charlie era in precaria condizione finanziaria). Adesso, si, hanno venduto milioni di copie, a spese di 12 vite.

Lezione n.7
La superficialità e l'illusione di sapere sono molto pericolose. Ecco perché la satira non deve avere limiti, perché non c'è mai limite alla stupidità umana.



Letture estremamente consigliate:
  1. Chi si offende per la satira religiosa fa il gioco dei terroristi: intervista a Luttazzi del 12/1/2015
  2. Siamo tutti Charlie Hebdo. Intervista a Gérard Biard, caporedattore del giornale: intervista al caporedattore di Charlie Hebdo del 5/2013
  3. Rodotà: “Le leggi speciali sono inutili. Sui diritti non si tratta”: intervista a Rodotà del 14 gennaio 2015
  4. L’islamismo globalizzato, l’odio antioccidentale e il paradosso di Voltaire – II: ottima analisi oggettiva sul Fatto
  5. Il numero di Charlie Hebdo del 14 gennaio, scaricabile in PDF (in francese, per ora)
Intervento superlativo di Bill Maher1 riguardo l'estremismo islamico, la libertà di parola la non-negoziabilità dei valori occidentali:


1 Bill Maher è un famosissimo comico americano che più volte abbiamo citato in questo blog. 
Estremamente critico nei confronti della politica estera americana, è noto per la sua opposizione alle religioni ed ai fanatismi. Una cosa non esclude l'altra, dunque. Il benaltrismo è l'argomentazione di chi non ha argomentazioni.


(Grazie a Joshua per la collaborazione)

Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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