Dio quanto sono anticonformista!



“Di norma, gli anticonformisti viaggiano in gruppo. È raro trovare un anticonformista da solo. E guai a chi, facendo parte di un gruppo di anticonformisti, non osi conformarsi alla non-conformità.”
(Eric Hoffer)

C'è una regola a cui quasi nessuno sfugge. Neanche gli anticonformisti. Specialmente gli anticonformisti. E' l'omofilia, in altri termini la tendenza degli individui a circondarsi dei propri simili, con abitudini, opinioni e gusti in linea coi propri (un articolo interessante a riguardo - in inglese - "Perché tutti quelli che conosci la pensano come te").
Il matrimonio tra uomo e donna, a pensarci bene, è in molti casi una scabrosa eccezione a tale regola, ma questo è un altro discorso.

Senza girarci troppo attorno, l'omofilia è un meccanismo di difesa. O una pigrizia dell'animo e della mente. Dipende da che lato guardi alla moneta. La questione non è che bisogna andar d'accordo con tutti, ma neanche per sogno (anzi, sarebbe bene dubitare di chi è amico di tutti). 
Il punto è un altro: quando esagerata ed intransigente, questa tendenza porta al rifiuto del contraddittorio, della critica, della possibilità di essere messi in discussione. Essere circondati da vere e proprie copie di sé evidentemente rinfranca lo spirito e nutre l'ego di molti. 

Omofilia ed anticonformismo (o presunto tale) vanno a braccetto che è una meraviglia. Difatti alle regole convenzionali gli anticonformisti sostituiscono spesso le regole del loro gruppo. Questo è il massimo della sovversione. Stesso pensiero, stesso linguaggio, stessi nemici, stessi idoli, stesso aspetto. 
Che poi perché essere diversi da quegli altri ma così simili a questi altri sia atto rivoluzionario non si capisce bene. Le pecore del resto sono sempre gli altri, vero? 
Qualsiasi pensiero, opinione, gusto che cada al di fuori di quella sciocca - umana, tanto umana! - linea che l'anticonformista si costruisce orgogliosamente per separarsi dal "resto" è etichettata come insulsa o, adeguandosi all'aulico linguaggio di questi ceppi illuminati dell'umanità, è definita merda. Semplicemente, banalmente, anti-conformemente merda.

    |   LEGGI ANCHE: Provate ad etichettarmi - Tra Bertolucci e Bukowski


Di tutta l'erba si fa un fascio. O una canna. E le canne sono rivoluzionarie, si sa.
Il sabotaggio delle consuetudini si celebra con l'invettiva per categorie, bella densa di parolacce magari così da riempire i vuoti di argomenti inesistenti; e su Facebook magari, il demone capitalista che ha conquistato anche fricchettoni e comunisti, la lavanda gastrica di aspiranti guru in cerca dell'acclamazione dei propri simili.

!!! !?*%.\|# Che si fottano tutti gli Americani e tutti i politici e le democrazie che sono dittature mascherate ché io solo coi miei amici illuminati ho l'idea di governo migliore e cioè che l'umanità si autogoverni, questa stessa umanità che mando a fanculo ogni giorno, che però, inteso, è meravigliosa e tutti hanno diritto ad avere diritti, compresi quelli a cui auguro il peggio ogni giorno perché non la pensano come me; !?*%.\|# I poliziotti marcissero tutti, la società marcisse tutta e, aspettate che non ho finito la mia invettiva contro il mondo, maledizione, la scuola marcisse tutta, certo la scuola! che non serve a niente !?*%.\|ché la vita è stata la mia scuola, mica sono uno da pagella bella io, mica faccio il lacchè dei prof-padroni io, mica sono uno sfigato che si laurea in tempo che della vita non ha capito una cippa e che poi è raccomandato di sicuro! Al diavolo gli stupidi che ascoltano Battiato che credono di essere un'élite ma io sono l'élite che ascolto quelli sconosciuti e quindi bravi (nella logica a me non mi batte nessuno, ti senti di rodere eh tu dalla pagella bella?) !?*%.\|#  Guarda questa umanità, guardala fratello, sembra un omogeneizzato. Il nostro credo, fratello, be always different, always, ci salva da questo marciume. 
Le regole, fratello, le regole non ce le impone nessuno, fratello !?*%.\|#  !!!

Stupefacenti questi animi riottosi, non è vero?
Passiamo oltre. Vorrei concludere in altro modo, con una sedicenne, Elissa Jane Karg, che nel 1968 pubblicò un libretto in cui elencava i 22 passi per diventare un anticonformista. Alcuni li riporto nel seguito, ma il resto lo trovate qui.


Come diventare un anticonformista
di Elissa Jane Karg, sedicenne di una scuola del Connecticut, anno: 1968


Status vuol dire possedere una vecchia MG, ma se non ne possedete una è figo
anche lamentarsi amaramente della mancanza di soldi

Gli anticonformisti sorridono solo sarcasticamente e sardonicamente

Il fine ultimo di un vero anticonformista è quello di
 essere socialmente inaccettabile

Gli anticonformisti provano un particolare orgoglio nel cantare canzoni tetre che
nessuno capisce…a partire da loro stessi

Gli anticonformisti protestano contro...tutto

Esibire i tuoi quadri alla mostra del paese è prestigioso. E’ ancora più prestigioso se non ne vendi
nessuno perché nessuno li capisce


Siate semplicemente voi stessi.
Semplicemente...
Semplicemente???

Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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  1. bellissimo articolo, forse un po corto ma non avevo mai sentito parlare di questa elissa :D praticamente uan proto hipster

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    1. Grazie! Questo è il primo commento in cui mi si fa notare che l'articolo è troppo corto. Nell'era di Twitter, è cosa rara!
      PS. Elissa non scrisse un'autobiografia...!!!

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