Gli estranei di una vita





Se date il meglio di voi stessi agli sconosciuti
ed all'essenziale preferite il cicaleccio,
non lamentatevi delle magre messi.
In troppi rivendicano la raccolta
dimenticandosi della semina.

Estranei di una vita,
sentirsi soli in vostra compagnia.
Parlare tanto e di niente, la solita solfa.
La sabbia scivola, il tempo corre, ma che ci resta?
Al diavolo le buone maniere, non busserò più alla vostra porta!

Hybris


"L'estraneo" (Brian Despain)




Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c'è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L'emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell'imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. (da "La grande bellezza")

Profilo dell'autore

HYBRIS: femmina (ma non troppo), geofisica di professione, scrivo per diletto. Chi mi ispira? Da Nietzsche a Voltaire, dal Maestro - quello finnico - a King, passando per tutti i piccoli grandi eroi della porta accanto che rendono questo mondo migliore. Amo: il culture shock, il fango e le stelle, i concerti, le avventure ed i posti inesplorati, l'incertezza, l'umiltà superba di chi ha cuore e menti grandi, gli animi caparbi.

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